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CGIL REGGIO EMILIA PARTECIPA A FOTOGRAFIA EUROPEA 2017

5 maggio 2017

AL SALONE “G. DI VITTORIO” DELLA CGIL PERFORMANCE, TOUR NELLE CASE PRIVATE, VIDEOINSTALLAZIONE, TOMOGRAFIA DI UN’OPERA D’ARTE

Nell’ambito di FOTOGRAFIA EUROPEA 2017 la Camera del Lavoro Territoriale di via Roma 53 ospiterà nei prossimi due fine settimane, al salone “G. Di Vittorio”, un progetto frutto della collaborazione della Compagnia Pietribiasi/Tedeschi con il Comitato dei Cittadini di Via Roma e con il Circuito Off di Fotografia Europea di Reggio Emilia.

La produzione fa parte del più ampio lavoro pluriennale dal titolo #MEMORIEDELSUOLO

PERFORMANCE entrata libera

Venerdì 5 maggio ore 19.30 / Sabato 6 ore 11.00 – 17.00 – 21.00 / Domenica 7 ore 11.00 / Sabato 13 ore 11.00 – 17.00

Via Roma è l’asse del quartiere Santa Croce, quartiere a suo tempo proletario e sottoproletario, con una fortissima identità e memoria. Il nome di Via Roma evoca immediatamente, per i reggiani e non solo, tutta la storia, la complessità e la stratificazione dell’intera zona: dall’epopea delle Officine Reggiane e del Popol Giost, fino alle contraddizioni del multiculturalismo contemporaneo.

Le Officine Reggiane, dai 12.000 operai impiegati nel momento di massimo sviluppo, sono da tempo archeologia industriale. Del Popol Giost, a cui è dedicato un’anonima piazza-parcheggio su Via Roma, si sono perse le tracce: nessuno parla più l’arsave, il loro dialetto alla rovescia, nessuno si chiede del perché voglia la neve. Forse perché la sua “legalità rovesciata” (come lo ha definita lo storico Antonio Canovi nel 1989) ha sempre avuto troppa forza destabilizzante.

Via Roma e il suo quartiere hanno cambiato più volte pelle e composizione sociale. Nel 2017 cosa sono diventati? Quale racconto ne fanno gli abitanti? Come viene visto e percepito da quelli che ci abitano e da quelli che vivono altrove?

Da novembre 2016 la Compagnia ha esplorato le principali fonti storiche e ha realizzato più di trenta videointerviste a persone residenti nel quartiere o comunque legate alle vicende del quartiere. La performance rielabora, sintetizza e filtra i materiali, giocando con la suggestione di un mondo alla rovescia, come Alice oltre lo specchio di Lewis Carroll, come il Popol Giost e il suo verlan.

Al termine di ogni performance sarà possibile partecipare al  TOUR tra le case private di via Roma e dintorni. Un attraversamento del quartiere condotti da una guida d’eccezione, per cogliere relazioni e identità. Lo spazio privato come spazio scenico/pubblico e la vita quotidiana come opera d’arte, intima, toccante, commovente proprio perché, nella sua semplicità, è autentica. Il tour tocca 3 spazi privati abitati da 3 donne che vivono nel quartiere: CURA, BLEU, LUCE.  Ciascuna con la propria vita, ciascuna con i propri gesti che per un attimo – un momento – , da privati e quasi insignificanti, diventano pubblici, totemici, metaforici. Gesti che gettano ponti tra una casa e l’altra, gesti che diventano veicoli di un dialogo fatto senza parole e con tanta musica.

I partecipanti avranno la possibilità di acquistare a prezzo politico un’edizione stampata e numerata del progetto fotografico “Tomografia di un’opera d’arte”, di Giuseppe Boiardi e Annarita Mantovani. I fotografi hanno lavorato in maniera del tutto autonoma dalla Compagnia Pietribiasi/Tedeschi e hanno realizzato un’opera fotografica che non è una semplice documentazione di backstage, ma un punto di vista originale sul percorso che conduce da un’idea artistica al suo tentativo di realizzazione.

Per partecipare al tour gratuito occorre prenotarsi al numero 0522 1607188 o scrivere a: memoriedelsuolo@gmail.com

VIDEOINSTALLAZIONE

La videoinstallazione – visibile alla sala G. Di Vittorio nei giorni della performance  – restituisce lo sguardo del videoartista libanese residente a Reggio Emilia, Ali Beidoun, uno sguardo disincantato e oggettivo sulla vita del quartiere, sui suoi abitanti, sulle relazioni che la compagnia Pietribiasi/Tedeschi ha instaurato con alcuni di essi.

Beidoun si è soffermato sull’individuo, sul volto, sui particolare anatomici, sui materiali di uso quotidiano, ma lo stile registico ha una forte connotazione contemporanea. I materiali audio in presa diretta e i video, talvolta “rubati”, cortocircuitano con le prove della performance e del tour, generando un interessante dialogo tra vita immaginaria e vita reale. Il lavoro di Beidoun accompagna il progetto in tutto il suo ramificarsi, dalla sala G. Di Vittorio in CGIL alle case private.

FOTOGRAFIA EUROPEA 2017

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