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POSTICIPO INIZIO ANNO SCOLASTICO: “NO A UN CALENDARIO SUBORDINATO AL TURISMO”

24 ottobre 2017

A partire da prossimo anno scolastico l’inizio delle attività didattiche sarà posticipato fino ad arrivare, nel 2020, al 21 settembre. Questa la decisione, presa dagli amministratori regionali dell’Emilia Romagna. Spetta infatti ad ogni regione stabilire il proprio calendario scolastico, con l’unico vincolo di garantire lo stesso numero di giorni di frequenza scolastica, uguale da nord a sud, previsto a livello ministeriale.

La novità è che quest’idea sia partita non dall’assessorato alla scuola, bensì da quello al turismo – spiegano Flc Cgil e Cgil reggiana – sulla base di considerazioni che nulla hanno a che fare con le esigenze didattiche, ma che rispondono ai desiderata degli albergatori e dei gestori di strutture balneari, che potrebbero così allungare la stagione turistica”.

Si arriverebbe infatti già dal prossimo anno a fissare la data d’inizio delle scuole al terzo lunedì di settembre, in modo da non spezzare la settimana con l’avvio delle lezioni e creare in qualche modo le condizioni per favorire il proseguimento delle vacanze estive.

Riteniamo che questa scelta non risponda ai bisogni degli studenti e degli insegnanti, che si troverebbero con una settimana in meno nel calendario, quando già adesso devono correre per poter affrontare i nutriti programmi. – evidenziano Flc Cgil e Cgil Reggio Emilia. Inoltre, non si risponde così alle esigenze delle famiglie, che devono attrezzarsi per far fronte a questo prolungamento delle vacanze, penalizzando in particolare le donne già ora più gravate dal lavoro di cura”.

E’ per queste ragioni che la FLC, insieme alla CGIL, sostiene la petizione di studenti, insegnanti e genitori lanciata sul sito Change.org, che punta a raggiungere 10 mila firme entro la fine del mese, per chiedere al governo regionale “che l’inizio delle lezioni sia anticipato il più possibile per consentire alle attività didattiche tempi distesi e più interruzioni durante l’anno, nonché per garantire i 200 giorni di lezione previsti per legge che possono essere ridotti da eventi come elezioni, ordinanze dei sindaci, calamità naturali”.

La campagna andrebbe sostenuta, oltre che per il merito, anche semplicemente per contrastare l’idea, evidentemente diffusa anche tra i nostri politici – concludono – che una settimana di scuola valga meno di una settimana turistica. CGIL ed FLC “ritengono inaccettabile che le regole del mercato divengano prioritarie rispetto a scuola e cultura”.

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