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TECNO: PRESIDIO PERMANENTE DEI LAVORATORI PER SALVARE PRODUZIONE E POSTI DI LAVORO

4 giugno 2018

I lavoratori e lavoratrici della Tecno di Gualtieri sono da questa mattina in assemblea permanente, con presidio, davanti all’ingresso principale dell’Azienda.

Il presidio è stato deciso con il voto della stragrande maggioranza degli addetti della Tecno, nell’assemblea che si è tenuta il 1 giugno a Palazzo Greppi a Santa Vittoria di Gualtieri.

Un’assemblea riunita dopo che, passati ormai 16 giorni dall’incontro tra le Parti in Regione – nel quale l’Assessore alle Attività Produttive, Palma Costi, aveva esortato l’Azienda a definire in tempi rapidi un piano di ricapitalizzazione, anche a fronte di una manifestata disponibilità del nuovo socio a investire nell’azienda – non è stata presa alcuna decisione.

Lo stallo, determinato da una trattativa tra gli attuali soci per un passaggio totale della proprietà al nuovo socio, sta determinando la progressiva fermata dell’Azienda, nelle ultime tre settimane infatti si è lavorato solo quattro giornate e solo su alcune linee.

Una situazione determinata dalla mancanza di liquidità per pagare regolarmente i fornitori, con relativo blocco delle forniture e quindi dell’attività, nonostante ci siano circa sei milioni di ordini: ordini che se restassero inevasi si tradurrebbero in perdita, non solo degli ordini stessi ma anche dei clienti.

Non c’è più tempo – ha dichiarato Sergio Guaitolini, segretario Fiom Cgil Reggio Emilia -. Abbiamo deciso di mobilitarci per richiamare tutti, dai cittadini di Gualtieri, alle Istituzioni locali, alla Regione, al massimo sforzo per spingere gli attuali soci ad un senso di responsabilità nel confronto dei 300 lavoratori che, oltre a perdere retribuzione, stante la fortissima riduzione dell’attività lavorativa, rischiano ora, se non c’è immissione di liquidità immediata, la fermata definitiva della produzione e quindi la perdita del lavoro con drammatiche ripercussioni sociali in un territorio già in difficoltà”.

L’azione di mobilitazione proseguirà fino allo sblocco della situazione – fa sapere la Fiom – o attraverso un nuovo incontro presso l’Assessorato Regionale alle attività produttive o attraverso l’arrivo dei finanziamenti che consentano la piena ripresa dell’attività produttiva.

Siamo qua per difendere il lavoro che c’è, siamo qua perché non è accettabile che speculazioni tra gli attuali soci possano portare alla morte della Tecno – conclude Guaitolini -. Il lavoro è un bene primario, va difeso e salvaguardato e noi lotteremo per questo. Sono importanti le iniziative portate avanti in queste settimane da Comune e Regione, ma ora è necessario produrre il massimo sforzo necessario per salvare l’Azienda e i posti di lavoro”.

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