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ASP DON CAVALLETTI. FP CGIL CISL FP UIL FPL “E’ IL WELFARE LOW COST DELLA MONTAGNA”

20 Dicembre 2018

Fp Cgil Cisl Fp e Uil Fpl: “Il welfare low cost della montagna: dichiarano una cosa e ne fanno un’altra”

Da quasi due anni come Fp Cgil Cisl Fp e Uil Fpl territoriali ci battiamo per mantenere la gestione pubblica dell’Asp Don Cavalletti di Poiago di Carpineti contro la ostinata, quanto pretestuosa volontà del sindaco Borghi di esternalizzare l’unica struttura pubblica per gli anziani del Distretto socio-sanitario della montagna ad una cooperativa.

La grande mobilitazione delle lavoratrici e dei lavoratori, messa in campo dalle Organizzazioni sindacali di categoria culminata con lo sciopero del 16 marzo 2018 ha impedito che il processo di privatizzazione dell’Asp fosse portato a termine.

Grazie alla lotta degli operatori dell’Asp si è cosi riaperto un confronto che ha dato vita ad un “tavolo tecnico” per verificare la situazione relativa al bilancio e alla sostenibilità dell’azienda per scongiurare in futuro ogni ipotesi di esternalizzazione dell’ASP Don Cavalletti

Dall’esame congiunto tra le Parti si è potuto ampiamente dimostrare che la soluzione di mantenere la struttura pubblica, contrariamente a quanto sostenuto nei precedenti incontri dalla “governance” dell’Asp e dal sindaco di Carpineti, si sarebbe potuta realizzare in modo concreto, recuperando le risorse sufficienti per arrivare al pareggio di bilancio, attraverso una più attenta e oculata analisi e riallocazione delle diverse voci di spesa .

Il 26 novembre scorso a conclusione dei lavori del tavolo tecnico si è svolto l’incontro tra i sindacati l’Unione e i vertici dell’Asp nel quale ci è stata comunicata la decisione di rinunciare all’ipotesi di esternalizzare l’ASP Don Cavalletti.

Pur tuttavia a margine dell’incontro la dirigenza dell’Asp poneva, in modo interlocutorio e non in modo ufficiale, l’ipotesi di considerare anche l’opportunità di esternalizzare il servizio cucine allo scopo di risparmiare, a detta loro, una cifra pari a 20.000 euro.

Ipotesi sulla quale abbiamo immediatamente manifestato la nostra netta contrarietà, rendendoci da subito disponibili a riaprire il confronto per trovare soluzioni utili allo scopo di recuperare le risorse necessarie per dare continuità ad un servizio pubblico che per gli anziani della struttura ha sempre rappresentato un fiore all’occhiello. La dirigenza ASP Don Cavalletti non ha replicato né proposto l’appalto a ditta esterna dei servizi della cucina.

In questi giorni abbiamo appreso con stupore della decisione unilaterale dei sindaci dell’Unione dell’Appennino che senza dare alcuna informazione, né preventiva né successiva, alle rappresentanze sindacali, hanno deciso di procedere con l’adozione di una delibera che prevede la privatizzazione delle cucine, con l’aggravante di comunicare ai lavoratori che la decisione sarebbe stata condivisa con le Organizzazioni sindacali.

Si tratta di un comportamento grave e irrispettoso del nostro ruolo. Ribadiamo di non aver mai avallato nessuna privatizzazione, pertanto la decisione di privatizzare la cucina è da ritenersi sbagliata e dannosa per i lavoratori dell’Asp, per gli utenti dell’ASP Don Cavalletti, e per il futuro delle relazioni sindacali con gli amministratori dell’Unione Montana e dell’ASP Don Cavalletti.

Su questi argomenti abbiamo chiesto all’ASP Don Cavalletti un incontro urgente.

Proseguiremo la nostra iniziativa non solo perché l’Asp Don Cavalletti rimanga in mano pubblica sia per i servizi offerti agli anziani e sia per il personale dedicato, ma anche per l’internalizzazione del Centro diurno e dell’Assistenza Domiciliare a salvaguardia della qualità del lavoro dei dipendenti e dei servizi per gli anziani della montagna reggiana.

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