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OTTO ORE DI SEQUESTRO:SOLIDARIETA’ DI CGIL E SLC AI DIPENDENTI DELLE POSTE

6 novembre 2018

OTTO ORE SOTTO SEQUESTRO: SOLIDARIETA’ DI CGIL E SLC AI DIPENDENTI DI POSTE ITALIANE

“Esprimiamo preoccupazione per l’azione mafiosa”

Si è conclusa fortunatamente senza feriti e senza violenza il sequestro di alcuni dipendenti di Poste Italiane negli uffici di Pieve Modolena, dove per otto ore Francesco Amato, condannato a 19 anni di carcere al processo Aemilia, ha tenuto in ostaggio cinque persone minacciandole con un coltello.

La Camera del Lavoro di Reggio Emilia e la Slc, il sindacato di categoria dei lavoratori della comunicazione, ringraziano le Forze dell’Ordine coordinate dalla Procura di Reggio Emilia per la sapiente gestione dell’emergenza che ha consentito, sebbene dopo una lunga e preoccupante attesa, di concludere nel migliore dei modi la vicenda, con la resa del sequestratore.

Ai dipendenti di Poste Italiane che hanno vissuto l’incubo del sequestro (la direttrice Manuela Montanari e i funzionari Annalisa Caluzzi, Marisa Boselli, Annamaria Melito, Massimo Maini) va il nostro abbraccio e il nostro apprezzamento per la capacità che hanno mostrato nel mantenere la calma e la consapevolezza necessari per agevolare il dialogo tra forze dell’ordine e sequestratore, evitando così azioni di forza e spargimento di sangue.

Il fatto accaduto desta molta preoccupazione e crediamo debba essere letto nel contesto degli scenari che si aprono, per la comunità locale, dopo le recenti sentenze del processo Aemilia (Cassazione sul rito abbreviato il 24 ottobre e sentenza di primo grado a Reggio Emilia il 31 ottobre) che condannano la cosca di ‘ndrangheta Grande Aracri, impiantata in Emilia Romagna, e i collusi con le sue attività ad oltre 1.500 anni di carcere.

I tentativi di dipingere come abnormi queste sentenze, sproporzionate rispetto ai fatti accaduti, hanno caratterizzato l’ultima settimana. Prima avvocati difensori che hanno parlato di processo mediatico imbastito dai PM e di inesperienza del collegio giudicante con pene esagerate; poi una puntata delle Iene Show con una lunga intervista al calciatore condannato Vincenzo Iaquinta, una sorta di “processo al processo”, conclusa col dubbio dei troppi anni di carcere in rapporto ai fatti accertati; infine, quest’irruzione di un latitante nell’ufficio postale con un coltello in mano, che minaccia una strage perché 19 anni di galera sarebbero esagerati per le sue colpe.

Preoccupa la Cgil questo tentativo di spostare l’attenzione dal cuore del problema, che è l’accertata presenza e vitalità della ‘ndrangheta nei nostri territori, ora certificata anche dalle sentenze e dalla condanna passata in giudicato per gli uomini di vertice della cosca Grande Aracri/Sarcone.

Come ha detto in aula, in una delle ultime udienze, il collaboratore di giustizia Antonio Valerio, a Reggio Emilia “non è finito niente” ed anzi inizia presumibilmente oggi una battaglia per il controllo del territorio e delle attività illecite che impone a tutti vigilanza, rigore, rispetto delle regole.

Francesco Amato, il mafioso condannato per “appartenenza alla cosca di ‘ndrangheta Grande Aracri”, era latitante dal giorno della sentenza, il 31 ottobre, e ricostruire cosa abbia fatto, chi abbia incontrato in questi giorni, sarà compito delle forze dell’ordine e dei magistrati.

Dobbiamo chiederci se l’azione violenta all’ufficio postale di Pieve Modolena è davvero e solo il colpo di testa di un focoso membro della Famiglia Amato turbato dalla sentenza o se si inserisce in un disegno più ampio di riposizionamento della ‘ndrangheta a Reggio Emilia e di risposta all’azione repressiva che ha portato alle sentenze di Aemilia.

Per tutti questi elementi la Cgil continuerà a svolgere il lavoro di documentazione e riflessione critica sul temi della penetrazione mafiosa nei nostri territori che ha caratterizzato in particolare gli ultimi anni. Lo farà perché convinta che a Reggio Emilia la cultura della legalità e la capacità di contrasto appartengano alla stragrande maggioranza dei cittadini e delle istituzioni.

La nostra è la città che ha un passato di cui andare orgogliosa; altrettanto deve essere per il futuro.

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