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DALLA CHIESA E LA ‘NDRANGHETA CHE “NON ESCISTE…!”

22 Novembre 2019

di Paolo Bonacini, giornalista

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Il mio amico Giampiero, infaticabile dipendente della Camera del Lavoro di Reggio Emilia, usa spesso la sua eccezionale ironia, quando parliamo di mafia, ed essendo di origine calabrese riesce ad imitare alla perfezione il prototipo e il tono del condannato cutrese per il 416 bis quando mi dice: “Ma Bonacini, te devi smetterla con le tue stronzate! Perché la ‘ndrangheta non esciste, non esciste! (la sc è voluta). La ‘ndrangheta è una invenzione di voi giornalisti infami! E di quei procuratori ancora più infami che vi passano il compitino! Lo vuoi capire che la ‘ndrangheta non esciste??!”

Ma se la ‘ndrangheta non esciste, allora cosa viene a fare a Reggio Emilia il prof. Nando Dalla Chiesa, giovedì 21 novembre alle 10 di mattina? E cosa vengono a fare i 150 studenti e le 300 persone che per ascoltarlo sono disposti anche a stare due ore in piedi, dopo avere occupato tutti i posti a sedere delle tre sale conferenze della Camera del Lavoro di via Roma?

E perché, se la ‘ndrangheta non esciste, il prof. Dalla Chiesa assieme alla prof.ssa Federica Cabras, che oltretutto lo accompagna in questa presentazione, ha scritto un libro che si intitola proprio: “Rosso Mafia, la ‘ndrangheta a Reggio Emilia”? E perché la CGIL di Reggio Emilia ha deciso di fare questa cosa che nessun altro a Reggio Emilia aveva ancora fatto fino ad oggi, sebbene il libro sia uscito in libreria già da molti mesi: presentare a Reggio Emilia il libro sulla ‘ndrangheta a Reggio Emilia? E perché il segretario Ivano Bosco ha voluto ricordare il grande lavoro svolto dalla CGIL in questi ultimi anni per aiutare a costruire consapevolezza e per fornire strumenti critici sul tema delle mafie?

Evidentemente in CGIL ancora non hanno capito che la ‘ndrangheta a Reggio Emilia non esciste, ed è per questo che il giorno dopo, venerdì 22 novembre, in molti si sono stupiti in Camera del Lavoro nel leggere i giornali locali e non trovare una sola riga, una sola parola, sulla presentazione del libro. Cosa sacrosanta, se ha ragione Giampiero: perché se la ‘ndrangheta non esciste, cosa recensisci o presenti a fare un libro che parla di ‘ndrangheta? Se la ‘ndrangheta non esciste, avranno pensato tutti gli amministratori del Comune di Reggio Emilia e tutti i sindaci della Provincia che non c’erano (ad esclusione del solo sindaco di Castelnovo Monti Enrico Bini che c’era e ha pure parlato: lui proprio non lo vuole capire che la ‘ndrangheta non esciste!): cosa vai ad ascoltare Dalla Chiesa che ne parla?!

È un peccato, perché se assumessimo anche solo un ragionevole dubbio che la ‘ndrangheta sia esistita e possa ancora esistere oggi a Reggio Emilia, quel libro ci spiegherebbe tante cose e ci offrirebbe tanti stimoli utili a capire il perché, quando, dove e come, ed anche il “per colpa di chi,chi, chi..” (direbbe Zucchero) essa ha piantato radici così profonde nei nostri territori.

E ci aiuterebbe a svolgere questo compito, come ha detto Nando Dalla Chiesa in uno dei passaggi più forti del suo racconto in Camera del Lavoro, attrezzandoci della necessaria “Modestia”, indispensabile per muoversi proficuamente in un terreno così complesso, in continua evoluzione e pieno di insidie, come l’efficace contrasto alla criminalità organizzata di stampo mafioso.

Quella “Modestia” che ha spinto il Procuratore di Reggio Emilia dott. Marco Mescolini, nel pomeriggio sempre di giovedì 21 novembre, durante un incontro promosso in Tribunale a Reggio Emilia dalla Camera Penale e dall’Ordine degli Avvocati (ma quanti convegni sulla ‘ndrangheta “che non esciste” si fanno a Reggio Emilia: non sono un po’ troppi?!), a esprimere un ragionamento che io mi permetto (scusandomi) di riassumere così: “Qui la ‘ndrangheta, nelle sue modalità di aggressione  all’economia, è in continua evoluzione e presumibilmente con il processo Aemilia abbiamo fotografato e giudicato modelli comportamentali e d’azione già superati dai nuovi fatti. Dobbiamo restare agganciati alla realtà, se vogliamo che la nostra azione sia efficace. Questo è il nostro primario dovere”.

Il libro “Rosso Mafia” è il frutto di un lungo ed enorme lavoro di approfondimento e di ricerca “nella realtà”. Ha detto Nando Dalla Chiesa in Camera del Lavoro: “La ricerca ha un pregio: non guarda in faccia a nessuno. Ciò che trovi racconti. Un ricercatore non ti dice mai ciò che ti piacerebbe sentire. E questo aiuta a confrontarsi con la realtà”. Poi aggiunge, riferendosi agli uomini di ‘ndrangheta: “La prima cosa è volerli vedere. Non si può combattere un avversario che non vedi. Se parti dal presupposto che non c’è, non lo combatti e la partita non si può mai vincere”.

Se parti dal presupposto che dopo le sentenze di Aemilia sarebbe ora di finirla. Se parti dal presupposto che “La ‘ndrangheta non esciste”….

 

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