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PADANA TUBI: STABILIMENTI ROVENTI PER LAVORARE TRA INFORTUNI E CONDIZIONI AMBIENTALI RIMETTERE AL CENTRO LA SALUTE

28 Giugno 2019

Si sono fermati per il troppo caldo questa mattina i lavoratori della Padana Tubi di Guastalla. Hanno scioperato per un’ora dopo che le richieste di arrivare ad un accordo di riduzione oraria nel periodo estivo, con particolare riferimento a queste giornate dove i picchi di temperatura rendono gli stabilimenti produttivi invivibili per il troppo caldo, non hanno prodotto alcun esito.

Alla richiesta dei lavoratori che la riduzione oraria fosse in parte a carico aziendale l’azienda ha infatti risposto di no. “La soluzione proposta dalla direzione, che né Rsu né lavoratori considerano sufficiente, è quella per cui chi non si sente di lavorare può stare a casa in permesso terminando il turno due ore prima – ha spiegato Emiliano Borciani, Fiom Reggio Emilia -. Questo in un contesto di reale rischio per la salute – in quanto il surriscaldamento degli stabilimenti è elevato – e in assenza di investimenti seri su impianti di areazione e più in generale a tutela della salute e sicurezza dei lavoratori”.

Una discussione che si afferma negli stessi giorni in cui abbiamo assistito all’ennesimo infortunio sul lavoro che ha coinvolto un operaio ventinovenne investito da uno schizzo di olio bollente mentre svolgeva un’ operazione di taglio lamiera.

Purtroppo si è trattato dell’ultimo dei tanti infortuni, quasi quotidiani, che si verificano in questa azienda – ha commentato Borciani –. Come Fiom sono anni che chiediamo alla Padana Tubi di aumentare gli investimenti sulla salute e sicurezza; è un dovere farlo perchè anche se in questi ultimi anni sono stati fatti passi avanti questi non sono sufficienti a garantire ai dipendenti uno standard di sicurezza adeguato”.

“La Padana Tubi è un’azienda da circa 700 dipendenti con il fatturato più alto della Provincia ed un utile netto annuo di 50milioni di euro – aggiunge la Fiom –: questo per dire che non ci sono giustificazioni alla mancanza di investimenti sulla prevenzione”.

La Fiom e le Rsu hanno chiesto di incontrare l’Azienda lunedì, nel frattempo lo sciopero è proseguito anche nel pomeriggio.

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