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PARCO MACCHINE VIGILI DEL FUOCO: SITUAZIONE PREOCCUPANTE. ANCHE L’ORGANICO IN DIFFICOLTA”

30 Gennaio 2019

L’attuale dotazione del parco macchine di soccorso del Comando dei Vigile del Fuoco è in una situazione preoccupante, ma meglio sarebbe definirla tragica”.

Così Luca Incerti e Yuri Magnani delegati Fp Cgil, insieme a Maurizio Frigeri, segretario Fp Cgil Reggio Emilia, spiegano le difficoltà incontrate nel lavoro quotidiano di soccorso sul territorio provinciale.

Il Comando Provinciale Vigili del Fuoco di Reggio Emilia, oltre alla sede centrale, si compone di tre distaccamenti permanenti, Castelnovo né Monti, Sant’Ilario e Guastalla e di una sede volontaria a Luzzara, per un totale di 5 sedi.

Esistono sulla carta anche le sedi volontarie di Villa Minozzo e Collagna che al momento non sono operative a seguito di sciagurate decisioni della politica avallate dall’amministrazione.

Un territorio ampio e articolato per servire il quale l’automezzo principale utilizzato per il soccorso è l’APS (Auto Pompa Serbatoio), mezzo polivalente inviato in prima battuta, su quasi tutte le richieste di soccorso e del quale ogni sede deve essere dotata.

Attualmente il Comando è dotato di undici macchine di questo tipo di cui due di piccole dimensioni, e due pressoché ormai fuori servizio. Il fabbisogno minimo è di nove mezzi in quanto la sede centrale necessiterebbe di almeno due APS grandi ed una piccola (necessaria per i centri storici). – spiegano Incerti e Magnani- Stiamo parlando di un parco mezzi ove l’assegnazione più recente risale a 10 anni fa e quella più datata 28 anni fa, con una media di 17 anni di anzianità”.

Gli ultimi stanziamenti a livello nazionale per l’acquisto di nuove APS risalgono al 2017 con la finanziaria del governo Gentiloni.

Si presume che tra non molto di quegli stanziamenti si potranno vedere i frutti che saranno però scarsi – si parla di una APS per ogni Comando Provinciale -, queste assegnazioni rischiano di essere come una goccia nel mare, dato che la situazione di giorno in giorno diventa sempre più pesante con continue rotture e conseguenti messe in fuori servizio”.

“Dobbiamo segnalare – continuano – anche difficoltà economiche sui capitolati per le riparazioni urgenti o sul cambio dei pneumatici, abbiamo avuto giornate di fermo macchina dovute all’eccessiva usura dei pneumatici. Mezzi che si sono rotti durante il tragitto per giungere sul luogo dell’intervento e per fortuna che non si è mai trattato di interventi urgenti per cui non si è mai pregiudicata la sicurezza della collettività”.

Altre considerazioni vengono fatte sui mezzi più “nuovi”, comunque con non meno di 11 anni di servizio alle spalle e per così dire moderni, che vengono valutati come più “delicati” perché a livello costruttivo hanno maggiori parti elettroniche rivelatasi sul campo non troppo adatta alle condizioni di impiego ed usura dei mezzi.

“Come Sindacato siamo seriamente preoccupati non solo per un possibile deficit dell’apparato di soccorso, ma anche per le condizioni di sicurezza di questi mezzi con i quali quotidianamente operiamo, – dicono Incerti e Magnani – questo anche e perché, sui capitoli per le riparazioni vengono accreditati fondi insufficienti al fabbisogno ed il Comando non è ormai più in grado di far fronte nemmeno all’ordinarietà”.

La situazione delle ABP (Auto Botte Serbatoio) non è meno preoccupante o diversa da quella delle APS.

Mentre la situazione della AS (Autoscala) risulta essere ancora più preoccupante. Le continue rotture infatti fanno si che questo mezzo fondamentale per la sicurezza degli operatori e per i soccorsi in altezza sia spesso fuori servizio.

Sovente il territorio Reggiano è rimasto con una sola autoscala – acquistata dal distaccamento volontario di Luzzara, con fondi provenienti dalla protezione Civile Regionale e da altri sponsor locali – e con uno Snorkel (mezzo con bracci snodati però poco adatto negli incendi e nei soccorsi alla persona) in servizio presso la sede centrale, donato in comodato d’uso dall’associazione Vigili del Fuoco in congedo (con fondi provenienti dall’Associazione Industriali di Reggio e dalla Fondazione Manodori)”.

Per comprendere quale sia il problema – raccontano ancora i delegati – basta immaginare cosa sarebbe potuto accadere se non si fosse potuto contare su un mezzo come l’autoscala durante le operazioni di soccorso nel grave incendio di via Turri, dove è stato fondamentale per la sicurezza degli operatori e la riuscita dei salvataggi”.

Infine, non possiamo esimerci dal segnalare che questa grave situazione ha in se potenziali pericoli per la collettività e per gli operatori Vigili del Fuoco. Nei prossimi giorni cercheremo di incontrare il Prefetto ed invieremo una lettera a tutti i Parlamentari Reggiani per segnalare la necessità che si stanzino risorse per far fronte ad una condizione che riguarda tutto il Paese e non solo il nostro territorio. Occorre maggiore attenzione verso il corpo dei Vigili del Fuoco, attenzione che non abbiamo rilevato in questa ultima finanziaria”.

Segnaliamo poi ancora una volta le carenze di personale dove, a fronte di un organico che dovrebbe essere composto da 200 unità mancano circa 25 addetti e mettiamo l’accento sul fatto che si tratta di lavoratori privi di un contratto di lavoro, come tutti gli altri dipendenti pubblici degli apparati dello Stato – conclude Frigeri –. Oltretutto a questi lavoratori non viene riconosciuta la copertura Inail su malattie professionali e infortuni. A Salvini, che usa mettere le felpe dei Corpi dello Stato, ricordo tutto ciò”.

COMUNICATO STAMPA CON TABELLE

 

 

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