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1°MAGGIO: LA FESTA DEI LAVORATORI A REGGIO EMILIA NEI MANIFESTI DAGLI ANNI ’60 AI ’90

30 Aprile 2020

I manifesti che pubblichiamo in questa pagina, in occasione del 1°Maggio 2020, una Festa dei Lavoratori che non potremo celebrare in piazza come sempre e come avremmo voluto,  provengono dall’Archivio storico della Camera del Lavoro di Reggio Emilia e raccontano un pezzo importante della nostra storia recente.

Sono inoltre entrati a far parte di due progetti nazionali di raccolta ed esposizione on line della memoria del Primo Maggio.

Si tratta di materiale mai messo in mostra prima e di indubbio valore storico-culturale oltre che estetico.

Sono stati pubblicati una parte di manifesti degli anni Sessanta, con slogan e rivendicazioni politico-sindacali e una parte di  manifesti con il programma della celebrazioni del Primo maggio in città, dagli anni Sessanta agli anni Novanta.

Scorrendo la raccolta di manifesti si possono trovare le parole d’ordine internazionaliste della prima metà degli anni Sessanta come “pace e disarmo”, “fine alla sporca guerra al Vietnam” o “solidarietà coi popoli che lottano per l’emancipazione, per l’indipendenza, contro il colonialismo”; quelle rivendicative della seconda metà degli anni Sessanta come “salvaguardare la salute dei lavoratori, ritmi e orari di lavoro più umani”, “40 ore di lavoro in 5 giorni, diritto di assemblea in fabbrica” o “ w l’unità sindacale, più potere contrattuale ai sindacati”. 

1964

 

1965

 

1966

1968

1969

Anni ’60

Programmi delle manifestazioni

Se negli anni sessanta si trovano ancora slogan e parole d’ordine nel corso degli anni Settanta i manifesti con gli slogan tendono a scomparire – anche a causa dell’emergere di nuove forme di comunicazione e di lotta – e rimangono quelli contenenti il programma delle celebrazioni, che diventano definitivamente unitarie. Si può notare come nel corso degli anni Sessanta prevalga ancora l’elemento del Primo maggio come festa di popolo. Oltre alla manifestazione e al comizio del Segretario generale della Camera del Lavoro – in quegli anni Walter Sacchetti e Franco Iori – i programmi ufficiali si dipanano su più giornate e prevedono: gare di bocce, partite di calcio, spettacoli per bambini e distribuzione di doni, momenti musicali in piazza e in teatro, spettacolo pirotecnico offerto dall’Amministrazione comunale ai lavoratori.
A partire dagli anni Settanta e nel corso degli anni Ottanta una nuova centralità assume invece il comizio conclusivo, che vede la partecipazione di dirigenti nazionali e che rimanda immediatamente allo sviluppo delle lotte del periodo. In quegli anni prenderanno la parola dal palco delle celebrazioni: Elio Giovannini, Rinaldo Scheda, Giorgio Benvenuto, Sergio Garavini, Fausto Vigevani.
È nel corso degli anni Novanta che, oltre alla manifestazione e al comizio conclusivo, prende sempre più la scena – anche in relazione alla crescita del “concertone” romano – la presenza di artisti e musicisti che chiudono le celebrazioni con lo spettacolo serale. In quegli anni si esibiscono artisti come Ligabue, Pierangelo Bertoli, i Nomadi, Enzo Jannacci, Luca Barbarossa e tanti altri.
Nel 1998, alla presenza dei tre Segretari generali Cofferati, D’Antoni e Larizza, Reggio Emilia ospita la manifestazione nazionale del Primo maggio di Cgil, Cisl e Uil.

Anni ’60

 

Anni ’70

Anni ’80

Anni ’90

Qui la mostra telematica I racconti del Primo Maggio on line sul sito della Fondazione Di Vittorio

La Rete nazionale degli archivi Cgil ha invece allestito, in seguito alle restrizioni legate al covid-1, 9 una raccolta on line della memoria storia del Primo Maggio, realizzata per la Festa dei Lavoratori 2020, Il nostro Maggio
Tramite delle gallery espositive, vengono messi in mostra documenti, fotografie, manifesti, video e audio sul Primo maggio, a partire da fine Ottocento ai giorni nostri.

Tutti i materiali pubblicati in questa pagina sono di proprietà della Camera del Lavoro di Reggio Emilia e coperti da copyright

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