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DONNE E CGIL: UN QUADRO DINAMICO E UNA RIFLESSIONE DI GENERE

20 Luglio 2020

E’ di qualche giorno fa la pubblicazione dei risultati della ricerca “WO.MEN: idee di tutti i generi per il sindacato che cambia”, condotta da Ires Emilia Romagna, per conto della Cgil regionale.

La ricerca consegna una fotografia critica in merito alla presenza di donne nella Camera del Lavoro reggiana, e anche se restringe il campo a un breve lasso di tempo non tenendo quindi conto del prima e del dopo di un’organizzazione dinamica, spinge comunque ad una riflessione sul tema.

I fattori individuati dalla ricerca come indicatori di un disagio per la componente femminile del sindacato sono in particolare quelli relativi alle difficoltà di conciliazione dei tempi di vita e lavoro, problematiche comuni a molte organizzazioni. Il rischio concreto infatti è che le organizzazioni a forte traino maschile, come in questo caso il sindacato, dettino tempi e modalità operative che poco tengono conto delle necessità delle donne.

Questo accade nonostante gli studi sulla presenza delle donne in ruoli apicali evidenzino condizioni di lavoro mediamente migliori e siano generatrici di un positivo effetto “emulazione”, facendo si che laddove ci sono donne in posizione di vertice ne seguano più facilmente altre.

“La Camera del Lavoro di Reggio non solo non è più nelle condizioni in cui è stata fotografata al momento dell’indagine Ires, ma non è stata, anche in un passato molto recente, sempre nelle condizioni descritte. – spiega Elena Strozzi, segreteria Cgil con delega alle pari opportunità -. In questo momento al vertice della categoria dei lavoratori atipici, il Nidil, è stata appena eletta una segretaria generale donna e non è escluso che nei prossimi rinnovi ci possano essere nuove elezioni al femminile. Fino a poco tempo fa inoltre nella nostra Camera del Lavoro anche lo Spi, il sindacato pensionati, e la Flc, il sindacato Scuola erano guidati da donne. Inoltre, anche nella Segreteria confederale sono presenti due donne su cinque componenti” .

Il quadro in cui ci si muove è quindi dinamico: “Siamo consapevoli che occorre fare un passo avanti in termini di cultura dell’organizzazione – conclude Strozzi – proiettandoci in un futuro in cui sia valorizzata la competenza e la parità di genere sia riconosciuta come valore per tutti , non solo per le donne”.

Infine, è prevista per settembre un’iniziativa con l’Istituto di ricerca Ires per fare un’analisi dei dati raccolti e un focus su Reggio Emilia.

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