NO ALLE APERTURE DI 25 APRILE E PRIMO MAGGIO: POTER COMPRARE NON SIGNIFICA ESSERE LIBERI

23 Aprile 2021

Le addette e gli addetti della Grande distribuzione organizzata si riapproprino delle festività del 25 aprile e del Primo Maggio. Questa la chiamata di Filcams Cgil Fisascat Cisl e Uiltucs Uil provinciali affinché si possa esercitare il diritto a celebrare le giornate di Festività. Il 25 Aprile e il Primo Maggio, con il loro carico valoriale e fondativo della nostra democrazia, sono tra queste.

Di questi giorni è anche la notizia che il Comune di Reggio Emilia concederà la deroga – già contestata dai sindacati – alle aperture dei servizi alla persona per il Primo Maggio, ma accanto a loro da tempo ci sono le lavoratrici e i lavoratori del commercio e della grande distribuzione che la deregolamentazione delle aperture domenicali e festive ha visto sempre più esposti a turni di lavoro in qualsiasi giorno dell’anno.

“Sono lavoratori che sono stati in prima linea anche durante i momenti più difficili dell’emergenza pandemica, offrendo un servizio primario a tutta la collettività, costretti spesso a lavorare senza la garanzia di distanziamenti e con orari disagiati – sottolineano Filcams Fisascat e Uiltucs- . Lavoratori che hanno rappresentato un punto di riferimento durante un anno mai vissuto prima nella storia recente, lavorando con impegno per garantire il miglior servizio possibile”.

Anche in un periodo di difficile ripresa economica legata all’emergenza sanitaria, ma anche di complessiva difficoltà della tenuta sociale su più aspetti, il mantra delle aperture domenicali e festive non accenna a diminuire.
“E’ per questo, e per rendere esigibile un diritto spettante, che la legge sulle aperture festive non è più rinviabile – concludono i sindacati – . Il lavoro festivo non è un obbligo, ci teniamo a ricordarlo, e chi sceglie di rimanere a casa mantiene il diritto alla retribuzione e non può essere sanzionato”.

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