Verità per Giulio Regeni

MANIFESTAZIONE NAZIONALE CGIL “PACE, LAVORO, GIUSTIZIA SOCIALE CAMMINANO INSIEME”

PER LA PACE, IL LAVORO, LA GIUSTIZIA SOCIALE: SABATO 18 GIUGNO, PIAZZA DEL POPOLO, ROMA

Una grande assemblea nazionale in forma aperta in piazza del Popolo a Roma sabato 18 giugno. La Cgil decide di andare in piazza, dopo due anni di pandemia, nel pieno della guerra in Ucraina e nel pieno di una possibile frattura sociale determinata dall’aumento delle disuguaglianze.

Dopo tantissime piazze e assemblee aperte in tutta Italia (a Reggio Emilia una grande assemblea aperta alla città si è tenuta il 7 giungo scorso mentre sono state oltre 300 le assemblee nelle aziende nell’ultimo mese) l’appuntamento si sposta ora a Roma dove si recheranno anche da Reggio Emilia diverse centinaia di lavoratori e pensionati, con pullman e un treno speciale, per dire che la giustizia sociale in questo Paese passa dalle nostre azioni e dalle nostre scelte.

Pace, lavoro, giustizia sociale, democrazia. Camminano insieme” è lo slogan della manifestazione per chiedere di fermare subito la guerra in Ucraina e l’apertura di un negoziato nel quale l’Europa deve svolgere una vera azione diplomatica. La Cgil condanna l’invasione russa e la guerra in Ucraina, così come tutte le guerre nel resto del mondo.

La grande assemblea di sabato si pone in continuità con lo sciopero nazionale dello scorso dicembre. Il Governo sta sottovalutando un’emergenza sociale che è grave e rischia di aggravarsi ancor di più nei prossimi mesi.– sottolinea Cristian Sesena, Segretario CGIL Reggio Emilia – Vogliamo affermare con forza che la crisi non la possono pagare ancora lavoratori e pensionati. È l inizio di una nuova fase di mobilitazione che continuerà e si inasprirà qualora dal Governo non arrivino le risposte che attendiamo”.

Tante le proposte in campo su cui confrontarsi. In merito alle politiche sociali ed economiche, la Cgil chiede di tagliare strutturalmente il carico fiscale su lavoratori e pensionati e di tassare le aziende che durante la pandemia e la guerra hanno fatto extra profitti; di e aumentare le tasse sulle rendite finanziare, spostando la tassazione dal lavoro alla rendita.

Si chiede una riforma fiscale complessiva fondata sul principio costituzionale della progressività e un contributo straordinario di solidarietà alla fascia più ricca della popolazione.

Occorre rinnovare i contratti collettivi nazionali sulla base dell’inflazione effettiva e superare le tante forme contrattuali precarie, introducendo il contratto unico di ingresso finalizzato alla stabilità occupazionale. In Italia tra contratti a termine, part time involontari e altre forme contrattuali ci sono 6 milioni di persone che vivono con un reddito annuo intorno ai 10 mila euro.

Occorre, infine, mettere al centro la salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, affrontare la transizione digitale e ambientale con politiche industriali e investimenti pubblici e privati.

Per prenotarsi è possibile rivolgersi al proprio funzionario sindacale o telefonare allo 0522.457237/8

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