Nelle settimane scorse sono state migliaia le metalmeccaniche e i metalmeccanici chiamati al voto in tutta la provincia reggiana per rinnovare le rappresentanze sindacali interne: la Fiom vince ovunque.
Per la prima volta nella storia viene eletta la Rappresentanza Sindacale Unitaria (RSU) nella azienda Ing. Ferretti di Montecchio, impresa metalmeccanica della Val D’Enza del gruppo ROSS di Firenze, di proprietà di Simone Bettini, presidente di Federmeccanica Nazionale, e della sua famiglia.
Anche alla Slanzi Oleodinamica di Novellara, alla Fonderia Bassoli di Luzzara, alla Comex di Rio Saliceto, alla Barbieri Spa di Mancasale, alla Tecflam di Cavriago, alla Wipro Ferretto di San Polo D’Enza e alla Gamma Meccanica di Bibbiano per la prima volta vengono elette Rsu, tutte nelle liste Fiom Cgil.
“In pochi mesi sette piccole ma storiche aziende metalmeccaniche della nostra provincia hanno visto i lavoratori e le lavoratrici eleggere per la prima volta i propri delegati sindacali, manifestando la volontà collettiva di avere il sindacato in azienda, di proporre alla Direzione un contratto aziendale, di collaborare insieme per il miglioramento continuo delle condizioni di lavoro” dichiara la Fiom di Reggio Emilia.
Alla Interpump di Calerno, negli stessi giorni in cui il Consiglio di Amministrazione del Gruppo proponeva di aumentare i dividendi dal valore di 35 milioni del 2025 ai 37 milioni del 2026, si sono svolte le elezioni di rinnovo delle rappresentanze sindacali nei quattro stabilimenti della capogruppo: con l’87% la Fiom conquista 9 delegati su 10, mentre un delegato viene eletto dalla Fim Cisl. La Fiom si conferma sindacato unico nello stabilimento Sala Macchine, reparto di provenienza dell’ex delegato licenziato dall’impresa di Calerno, dove la Fim per la prima volta presenta la lista con un candidato che però non trova sufficiente consenso e non viene eletto.
100% Fiom al reparto “Pistoni” e nel plant di via Vico, a Pieve Modolena.
A Lentigione di Brescello, alla Immergas, le elezioni per i rappresentanti sindacali hanno visto competere la lista Uilm e la lista Fiom: cresce quest’ultima passando da 7 delegati a 8 delegati, a discapito della Uilm che ne passa da 3 a 2 rappresentanti.
Anche alla Profiltubi di Reggiolo la Fiom cresce e torna ad essere maggioranza dentro la Rappresentanza sindacale unitaria, mentre la Uglm dimezza sia il numero di voti sia il numero di eletti, passando da due rappresentanti a uno.
A Fabbrico sono andati al voto operai e impiegati dello stabilimento “Cabine” dell’Argo Tractors, dove la Fiom e la Fim hanno visto confermare il consenso ricevuto tre anni prima alle ultime elezioni, pertanto per la lista Fiom vengono eletti due delegati, e per la lista Fim un delegato.
Alla Dana Motion System Italia a Sesso la Fiom, con 413 voti, elegge 9 delegati su 9, mentre è vano il tentativo di Usb di vedere eletto un proprio candidato, che con sole 16 preferenze non riesce a entrare dentro la RSU.
Elezioni recenti anche in altre 11 imprese metalmeccaniche della nostra provincia, dove la Fiom Cgil ovunque conquista il 100% dei voti: Ognibene Power di Bagnolo, Ama di Correggio, Cobo di Cadelbosco, Tecomec di Pieve Modolena, Stilma di San Maurizio, Interpuls, Fluid Press e Cmr Group di Albinea, Preston & Barbieri di Reggio, MA-BO di Correggio, Simol di Luzzara.
“In una società dove si scoraggia l’impegno associativo, dove aumenta l’astensionismo al voto politico, ancora una volta abbiamo visto decine di lavoratrici e lavoratori candidarsi con l’obiettivo di aiutare i colleghi e il sindacato a migliorare le proprie condizioni in fabbrica, attraverso il proprio impegno volontario – dichiara la Fiom Cgil di Reggio Emilia – Tra questi tanti nuovi giovani, soprattutto in aziende in cui il sindacato non era mai stato presente. Ringraziamo tutti e tutte, anche chi non è stato eletto ma ha dato l’esempio ai colleghi”.
“Il voto democratico delle RSU è fondamentale per una rappresentanza sociale che sappia ascoltare i bisogni dei lavoratori, trasformarli in rivendicazioni e lottare per il miglioramento continuo delle condizioni di vita e lavoro, dentro e fuori la fabbrica” concludono le tute blu della Cgil.
