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METALMECCANICI, CONTRATTI PER 20 MILA ADDETTI. FIM FIOM UILM “SETTIMANA CORTA? IL MOMENTO E’ ORA”

Duecento delegate e delegati sindacali metalmeccanici si sono riuniti oggi al Centro Sociale PiGal per lanciare il rinnovo di 80 contratti aziendali nella nostra provincia.
“Ci sono le condizioni economiche e organizzative perché le imprese metalmeccaniche del nostro territorio riducano la settimana lavorativa – dichiarano Fim Fiom Uilm – migliorando la qualità di vita delle persone e rendendo maggiormente attrattive le imprese”.

Con la fine del 2025 le maggiori imprese reggiane, come Walvoil, Lombardini, Bosch Rexroth, Ognibene Power, Rcf, Interpump, Emak, Allison Transmission (ex Dana Motion System Italia), Fives Oto, Smeg, Immergas, Padana Tubi, Trivium, Argo Tractors, Nexion, per citare solo le più importanti, riceveranno dalle RSU aziendali e da Fim Fiom Uilm le piattaforme rivendicative dei propri dipendenti per i rinnovi contrattuali che riguarderanno complessivamente oltre 20 mila lavoratrici e lavoratori.

“Sull’orario di lavoro pensiamo che si possano incontrare le esigenze dei lavoratori di allungamento del weekend da dedicare a riposo, affetti, relazioni, della flessibilità di orario e di smart working, insieme alle esigenze delle imprese di migliorare la produttività e rendersi maggiormente attrattive verso i giovani, soprattutto per le migliori professionalità” affermano Fim Fiom Uilm.

“Erano trent’anni che nel nostro territorio i sindacati dei metalmeccanici non scrivevano insieme Linee Guida per la Contrattazione Collettiva per rendere omogenee le richieste dei lavoratori e unire quello che oggi è diviso” dichiarano i segretari di Fim Fiom Uilm di Reggio Emilia, Alessandro Bonfatti, Simone Vecchi e Jacopo Scialla.

Le Linee Guida condivise dalle Segreterie dei metalmeccanici di Cgil Cisl Uil reggiane definiscono tre priorità: riduzione della settimana lavorativa, aumenti salariali, definizione di percorsi di stabilizzazione per le lavoratrici e i lavoratori precari.

“Proponiamo alle imprese di definire aumenti che vedano riconoscere la redistribuzione di una parte del valore aggiunto che lavoratrici e lavoratori creano ogni giorno nelle imprese in cui operano” proseguono i segretari generali territoriali.

L’ipotesi di accordo del contratto collettivo nazionale da poco siglato da Fiom Fiom Uilm e Federmeccanica vede per la prima volta dopo 26 anni alcuni limiti all’utilizzo di staff leasing e lavoro a termine che per Fim Fiom Uilm reggiane “indica la direzione per condividere con le imprese reggiani percorsi di stabilizzazione dei giovani precari”.

Il documento affronta inoltre i temi dell’inquadramento professionale, della sicurezza, della formazione, della malattia, della conciliazione tempi di vita e lavoro, del contrasto alle molestie sui luoghi di lavoro, oltre che una proposta originale di Fondo di solidarietà interno in caso di utilizzo di ammortizzatori sociali, part time, fondi pensione e inclusione culturale.

“Ci sono proposte che non hanno costi ma sono di grandissima importanza – dichiarano Fim Fiom Uilm – come ad esempio l’inserimento del contrasto alle molestie sui luoghi di lavoro nei Documenti di Valutazione del Rischio, come già deciso da Bosch e Lombardini, oppure rafforzare la formazione sulla sicurezza per evitare gli infortuni”.

All’Assemblea Provinciale sono intervenuti anche Cristian Sesena (Cgil), Roberto Rinaldi (Uil), Andrea Sirianni (Cisl) che hanno valorizzato l’evento di oggi e in particolare l’unità sindacale dei metalmeccanici.

Sono intervenute anche le Rsu dell’Argo Tractors, Lombardini, Trivium, Come, Immergas, Walvoil, Smeg che hanno portato la propria esperienza sindacale in fabbrica.

Matteo Gaddi, del Centro Studi Fiom, ha presentato un’analisi dei bilanci delle 80 imprese coinvolte, dove emerge che l’anno 2024, così come il 2025, sono stati anni di “frenata” dopo il boom del 2022 e soprattutto del 2023.

“Se si guarda un periodo più lungo, tra 2015 e 2024, il valore aggiunto nelle imprese è cresciuto del 47,92%, ma si è ridotta di 4 punti percentuale la quota di ricchezza che va ai lavoratori mentre è aumentata di 4 punti la quota che invece è andata all’Ebitda, cioè alla marginalità di impresa” spiega Gaddi.

L’analisi dei bilanci di impresa rivela che nell’anno 2024 oltre l’80% delle imprese coinvolte ha fatto utili, il 93% ha un Ebitda positivo e tra questa quasi il 60% ha un Ebitda superiori all’8%, valore che per la Banca d’Italia è preso come riferimento per classificare le aziende industriali che hanno un ottimo conto economico.

“Il sistema delle imprese reggiane, in questo momento di incertezza economica, può e deve investire sulle lavoratrici e i lavoratori, per essere più competitive, decidendo se guardare al futuro o volgere lo sguardo al secolo scorso” concludono i metalmeccanici di Cgil Cisl Uil.

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