Verità per Giulio Regeni

SCATOLIFICIO LA VEGGIA: A RISCHIO 150 POSTI DI LAVORO

SLC CGIL “SI PRIVILEGI LA STABILITA’ OCCUPAZIONALE, ALTO IL RISCHIO DI TENSIONI SOCIALI”

Entra nella fase cruciale il salvataggio dello scatolificio La Veggia, azienda di produzione di imballaggi in cartone ondulato di Roteglia, dopo che nell’aprile 2022 la società andò in “concordato in continuità aziendale” causa dissesto finanziario, attivando per i circa centocinquanta dipendenti la Cassa integrazione straordinaria.

La svolta arrivò nello scorso ottobre con la proposta di acquisto avanzata dal Gruppo Prinzhorn, società austriaca con 10.000 dipendenti in 16 paesi e tra i leader europei nel settore del packaging, della carta e del riciclo con 2,3 miliardi di euro di fatturato.

“Nel dettaglio, l’offerta del gruppo austriaco per lo scatolificio prevede un’iniezione di 11 milioni di euro come aumento di capitale, l’acquisto della fabbrica per 21,5 milioni di euro e 10,8 milioni di finanza a disposizione della procedura, subordinata però all’approvazione del concordato – si legge in una nota della Slc Cgil di Reggio Emilia che segue la vertenza -. L’assemblea dei creditori ha visto però il voto contrario da parte dell’Agenzia delle Entrate e dell’INPS, un voto decisivo in quanto l’importo a credito spettante ai due istituti li rende maggioranza dei creditori” .

L’udienza del Tribunale di Reggio Emilia ha approvato comunque il piano di concordato – continua la Slc – perché a parere del Giudice la proposta di soddisfacimento dei crediti fiscali e contributivi era comunque conveniente rispetto all’alternativa liquidatoria”. Inoltre, il Giudice approvando il piano concordatario ha tenuto conto di tutte le complessità di questa vertenza, non da ultimo il rischio della perdita di 150 posti di lavoro.

A seguito di quanto stabilito dal Tribunale di Reggio Emilia, l’unico soggetto giuridicamente legittimato a fare ricorso è l’Agenzia delle Entrate – come parrebbe sottintendere il voto contrario sull’omologazione concordataria – una scelta che se intrapresa avrebbe delle ricadute sul futuro dello Scatolificio e dei suoi dipendenti non indifferente e ad alto impatto sociale.

“Senza voler entrare nelle scelte del singolo Istituto, che nella sua legittimità può intraprendere le azioni che ritiene opportune siamo fortemente preoccupati in quanto in caso di ricorso si correrebbe il rischio di far venire meno gli investimenti previsti da parte di un investitore che è assolutamente estraneo alla gestione precedente. – sottolinea Natale Scebba, segretario Slc Cgil Reggio Emilia – Questo porterebbe ad uno scenario che potrebbe voler dire la cessazione dell’attività. Ci troveremmo di fronte ad una situazione drammatica con la perdita di 150 posti di lavoro e del salario di 150 famiglie con una tensione sociale che rischierebbe di esplodere”.

“ Nel corso della procedura abbiamo giudicato positivamente l’arrivo del Gruppo austriaco con un piano industriale convincente per la salvaguardia e il rilancio dello stabilimento e dei suoi addetti che in prospettiva prevede un aumento dell’organico – conclude Scebba- Premessa la nostra contrarietà ad ogni forma di condono convinti che le società debbano pagare le tasse – anzi proprio per non arrivare a situazioni come queste chiediamo maggiori controlli – ci auguriamo che il buon senso prevalga, che l’Ente succitato privilegia la stabilità occupazionale, anche perché una scelta diversa, se dobbiamo parlare con la freddezza dei numeri, porterebbe ad ulteriori costi sociali a carico della collettività, con mancati versamenti futuri dovuti alla continuità aziendale e al pagamento del sostegno al reddito (NASPI) che compete ai lavoratori licenziati”.

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