Anche Reggio Emilia ha risposto con decisione alla giornata di sciopero nazionale dello scorso 13 aprile indetta da Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil per i dipendenti delle farmacie private. L’adesione dal territorio reggiano ha sfiorato il 60%, confermando una mobilitazione coesa come già dimostrato durante lo scorso sciopero della categoria nel novembre 2024. Al centro della vertenza il rinnovo del contratto collettivo nazionale di lavoro, scaduto da quasi due anni.
“Una delegazione di circa venti farmaciste e farmacisti reggiani ha raggiunto Roma per partecipare alla manifestazione nazionale – fanno sapere i sindacati – una manifestazione che ha visto oltre duemila lavoratrici e lavoratori provenienti da tutta Italia sfilare in camice bianco per le vie del centro, fino a fermarsi davanti alla sede nazionale di Federfarma”.
“Nonostante la ripresa del confronto con Federfarma e le successive interlocuzioni non sono ancora arrivate risposte concrete su stipendi, riconoscimento professionale e condizioni di lavoro – aggiungono Filcams e Uiltucs – Un ritardo che giudichiamo inaccettabile, specie in un comparto che ha visto crescere le responsabilità del personale con l’introduzione della farmacia dei servizi”.
Le rivendicazioni portate avanti dalle organizzazioni sindacali sono: adeguamento salariale in linea con l’inflazione, pieno riconoscimento delle nuove funzioni previste dalla riforma, rafforzamento delle tutele normative su orari, turni, maternità, malattia e formazione, e il rilancio di relazioni sindacali più strutturate. Temi che riguardano da vicino anche le centinaia di farmaciste e farmacisti che operano ogni giorno nelle farmacie di Reggio Emilia e provincia.
“La partecipazione delle lavoratrici e dei lavoratori reggiani, sia al primo sciopero in provincia che a quello successivo con la manifestazione di Roma, dimostra quanto sia forte il disagio e quanto urgente sia trovare un accordo degno di questo nome. Federfarma deve tornare al tavolo con proposte serie: la professionalità non è un optional, va riconosciuta e retribuita adeguatamente” ha dichiarato Monis Sassi della Filcams Cgil Reggio Emilia
“Il disagio che quotidianamente investe la categoria dei farmacisti non può più essere ignorato. E’ necessario un riconoscimento concreto della professionalità e dell’impegno che questi lavoratori garantiscono al servizio dei cittadini. E’ necessaria la riapertura del tavolo di confronto con Federfarma, partendo da un presupposto imprescindibile: il pieno riconoscimento del valore e della dignità delle persone.” il commento di Eleonora Tatulli della UILTuCS Modena e Reggio Emilia
Filcams e Uiltucs Reggio Emilia ribadiscono infine che lo stato di agitazione resterà aperto e le azioni di lotta proseguiranno fino a quando Federfarma non avanzerà proposte contrattuali adeguate alle richieste delle Organizzazioni sindacali e alle aspettative delle lavoratrici e dei lavoratori.

