Verità per Giulio Regeni

VERTENZA FONDAZIONE NAZIONALE DANZA: ASPETTIAMO RIAPERTURA DEL TAVOLO DI TRATTATIVA

LA SLC CGIL “I RISULTATI DELLA FONDAZIONE SONO ANCHE QUELLI DEI SUOI LAVORATORI: DA QUESTO NON SI PUO’ PRESCINDERE”

“In riferimento alle dichiarazioni da parte della Fondazione Nazionale della Danza apparse sui giornali è doveroso da parte nostra fare alcune precisazioni che evitino una distorsione di quanto accaduto”.

Così la Slc Cgil che entra nel dettaglio della dinamica che ha portato alla protesta andata in scena sabato scorso in Fonderia da parte di ballerini, tecnici e amministrativi di Aterballetto che ha visto la risposta della Direzione a mezzo stampa.

“Le richieste dei lavoratori e delle lavoratrici sono state varie ed eterogenee ma sostenere che siano state “accolte in gran parte” non rappresenta un dato oggettivo e reale dell’evoluzione della trattativa. – scrive in una nota la Slc Cgil- I temi principali – salario, inquadramento e stabilizzazione – non sono stati affrontati con la dovuta attenzione, anzi, sono passati in secondo piano rispetto ad argomenti di esclusivo interesse datoriale, facendo sì che la trattativa si arenasse.

Crediamo inoltre che se è vero, come sostenuto dalla FND stessa, che il rinnovo di un integrativo non è un obbligo per nessuna delle parti in causa, allo stesso modo è vero che il mancato raggiungimento dello stesso in cui possano essere accolte le legittime rivendicazioni dei dipendenti porti inevitabilmente ad una rottura degli equilibri che non dovrebbe sorprendere a tal punto.

Inoltre, ci preme specificare che per ciò che riguarda le comunicazioni che si sono succedute tra febbraio e marzo, abbiamo cercato di ricontattare per via telefonica la Direzione e inviato dei messaggi volti alla ricerca di un colloquio ai quali, però, non abbiamo ottenuto risposta alcuna – sottolinea Natale Scebba, Segretario Slc Cgil – Speriamo non sia una dimenticanza voluta quella di omettere la nostra disponibilità al dialogo. La proposta del 27 febbraio a cui si fa riferimento sui giornali era relativa unicamente ad un settore specifico e non a tutto il personale ed è stata ritirata, tramite comunicazione alla nostra Rappresentanza Sindacale, dalla stessa Direzione prima che venisse ufficializzato il responso da parte dei lavoratori.

Riteniamo poi opportuno specificare che, alla data odierna, non ci è ancora pervenuta nessuna comunicazione inerente una volontà di riapertura del tavolo di confronto e che un botta e risposta mediatico non sia la strada più opportuna per affrontare tematiche così rilevanti. Allo stesso tempo ci siamo sentiti in dovere di confutare ciò che era stato asserito nei nostri confronti e, soprattutto, nei confronti dei lavoratori stessi.

Prendiamo infine atto della disponibilità comunicata ai giornalisti di riavviare la trattativa “per un risultato soddisfacente e sostenibile” ma, al contempo, facciamo presente che non è pensabile il raggiungimento di un esito simile a costo zero per una Fondazione che è divenuta, grazie al duro lavoro dei suoi dipendenti, primo ed unico Centro Coreografico Nazionale avendo, così, accesso ad ulteriori finanziamenti da parte del Ministero; la Cosa Pubblica prevede, da sempre, una equa ripartizione”.

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