CONCENTRAMENTO ORE 9.30 DAVANTI ALLA CAMERA DEL LAVORO
DI REGGIO EMILIA
In occasione delle celebrazioni e delle mobilitazioni previste per la Giornata Internazionale dei Diritti delle Donne, la Filcams Cgil provinciale ha proclamato per lunedì 9 marzo sciopero delle lavoratrici e dei lavoratori di tutti i settori del Terziario, Turismo e Servizi.
A Reggio Emilia è previsto un presidio delle lavoratrici e dei lavoratori dei settori coinvolti in Via Roma, 53, davanti la Camera del Lavoro, a partire dalle ore 09.30.
“Una scelta che nasce dal contesto che stiamo vivendo e dall’impegno che l’Organizzazione porta avanti, a tutti i livelli, sulle politiche di genere e sull’intersezionalità. – scrive la Filcams in una nota – Una scelta resa necessaria dalle condizioni di lavoro e di reddito che coinvolgono le lavoratrici impiegate nei settori che rappresentiamo, e dai recenti interventi normativi che segnano gravi arretramenti nei diritti delle donne. A questo si aggiunge un clima di crescente violenza che alimenta conflitti, politiche razziste e securitarie, arretramenti culturali ed etici che colpiscono soprattutto le soggettività più fragili”.

La mobilitazione reggiana si inserisce nel solco della vertenza nazionale chiamata “Per l’Umanità del Lavoro”, che mira a rimettere al centro la qualità del lavoro e la dignità delle persone e si traduce in una crescente attenzione non solo alle condizioni salariali e normative, ma anche ai diritti civili, sociali e umani, per un benessere lavorativo che sia anche esistenziale e che restituisca qualità al tempo di vita professionale e personale.
“Lo sciopero del 9 marzo si concentrerà sulle rivendicazioni proprie del settore, a partire dal superamento del part time involontario fino alla lotta contro solitudine lavorativa e l’invisibilità che colpiscono in modo particolare le donne – prosegue il sindacato – Tenendo conto che l’80% della categoria è composta da donne e sono le donne a guadagnare meno, a lavorare la domenica nei supermercati, ad essere sfruttate maggiormente, ad avere il carico della responsabilità familiare”.
“Parallelamente esprimiamo un forte dissenso verso il Ddl Stupri, verso lo schema di attuazione della Direttiva europea sulla trasparenza retributiva, verso i continui attacchi alla Legge 194/78 e, non da ultimo, verso la bocciatura della proposta di legge per l’incremento dell’indennità di maternità e l’introduzione del congedo paritario – conclude la Filcams – Siamo di fronte a una sequenza deliberata di interventi legislativi che confermano quanto il nostro Paese sia ancora intriso di cultura patriarcale, una cultura che alimenta la violenza di genere in tutte le sue forme: verbale, economica, fino allo stupro e al femminicidio. Per questo la nostra convinzione comune è che non c’è umanità senza lotta femminista”.
