CONTRATTO METALMECCANICI: E’ ROTTURA. SCIOPERI SPONTANEI IN MOLTE FABBRICHE DALLA PROVINCIA DI REGGIO EMILIA

8 Ottobre 2020

Non si è fatta attendere la risposta dei metalmeccanici reggiani alla rottura del tavolo per il rinnovo del contratto nazionale.
In molte fabbriche del territorio infatti i lavoratori hanno organizzato scioperi spontanei per la giornata di oggi non appena ha cominciato a circolare la notizia della rottura del tavolo negoziale da parte di Federmeccanica e della bocciatura della proposta sindacale di aumento dei minimi contrattuali.

I primi a mobilitarsi sono stati i lavoratori e le lavoratrici dello stabilimento Bosch di Vezzano in cui i delegati della Fiom Cgil, su richiesta dei colleghi, hanno proclamato una prima fermata, accordandosi con le Rsu dello stabilimento Bosch di Nonantola che invece sciopererà domani.
Poi è venuto il turno della Interpump di Calerno, con tre ore di fermata per ogni turno di sciopero e un breve presidio davanti ai cancelli: operai completi di mascherine e determinati nell’esprimere il proprio dissenso alle posizioni politiche degli industriali metalmeccanici.
Nelle ore successive sono usciti in sciopero le lavoratrici e i lavoratori della Ingranaggi Moreali di Pieve, seguiti a stretto giro da quelli della Omso, storica azienda di macchine automatiche situata a pochi passi dalla Moreali, sempre a Pieve.
Gli scioperi sono continuati nel pomeriggio alla VP Italy (ex Vertex pistoni) di Cadelbosco di Sopra, e sono arrivati nella bassa reggiana dove sono entrati in sciopero su proposta dei delegati sindacali di fabbrica le aziende MBM Eurotec di Brescello, la Revifa di Fabbrico e la Rovatti Pompe.
A seguire è arrivata la notizia della proclamazione di sciopero anche da parte dei delegati della Vimi Fastener di Novellara, azienda del presidente di Unindustria Reggio Emilia, Fabio Storchi.

Alla Landini di Fabbrico (Argo Tractors) domattina si riunirà la Rsu di Gruppo per decidere iniziative unitarie in risposta alla Federmeccanica.
Comunicazioni sono giunte anche dalle Rsu Ognibene Power di Bagnolo, Landi Renzo, Spal Automotive, Dana e Meta System che proclameranno sciopero per la giornata di domani.

Da due giorni i nostri cellulari sono bollenti – commenta Simone Vecchi, Segretario Generale della Fiom di Reggio – i lavoratori sono “incazzati”, come era ovvio, e hanno ragione“.

Nella giornata del 7 ottobre era infatti andato in scena l’ultimo confronto tra Fim Fiom Uilm e Federmeccanica. La richiesta dei sindacati, votata dai lavoratori, è di un aumento è dell’8% sui minimi tabellari, la risposta di Federmeccanica è stata di garantire solo l’adeguamento all’inflazione, che però oggi è pari a zero, quindi zero aumenti.

Una proposta offensiva anche per i lavoratori meno inclini allo sciopero” chiosa Vecchi.
“L’atteggiamento della Federmeccanica è una vergogna– dichiara la Fiom reggiana -. E’ uno schiaffo ai lavoratori che hanno dato il massimo anche durante l’emergenza sanitaria, che sono andati a lavorare in questi mesi garantendo la continuità della produzione. Lavoratori che ora vengono ricambiati con una proposta indecente di aumento”.
La posizione degli industriali si è mostrata in questa partita come “tutta politica”, mirata a svuotare il contratto nazionale per decidere individualmente gli aumenti. Un modus operandi che causa l’aumento delle disuguaglianze in Italia e che nell’indebolimento del contratto nazionale trova un proprio cavallo di Troia.

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