Verità per Giulio Regeni
Browsing Category

CGIL

649 articoli
Continua a leggere...

DA TALLINI A IAQUINTA

Nel giorno in cui alla Dozza di Bologna si discutono nell’appello di Aemilia le posizioni di Giuseppe e Vincenzo Iaquinta, arriva da Catanzaro la notizia dell’arresto di Domenico Tallini, presidente del consiglio regionale della Calabria, esponente di Forza Italia. Il provvedimento (arresti domiciliari) è stato emesso dal GIP di Catanzaro, che ha accolto 19 delle 25 richieste di misure cautelari avanzata dalla Procura Antimafia a conclusione della operazione “Farmabusiness”.
Continua a leggere...

LA CIRCOLOGIA MEDIATICA

La falsa fatturazione a cui ricorrono i sistemi criminali per aumentare i propri guadagni rischia di essere praticata o tollerata endemicamente come “male minore o necessario”, in un mercato dove la concorrenza senza scrupoli premia i pescecani e affonda i poveri pesciolini che rispettano le regole.
Continua a leggere...

“ANCHE 100MILA EURO AL GIORNO” – 2° PARTE

Correva l’anno 2016 quando, attraverso le cronache del processo Aemilia, i comuni mortali (cioè la maggioranza di noi) hanno appreso dell’esistenza di un sistema truffaldino e mafioso per guadagnare soldi: le cosiddette Frodi Carosello. Quattro anni dopo, grazie alle indagini e ai processi aperti sul nostro territorio regionale, possiamo dire con ragionevole sicurezza che le Frodi Carosello godono di rinnovata e buona salute. Non piacciono solo alla ‘ndrangheta; piacciono anche ad organizzazioni comuni e soprattutto, il più delle volte, a sistemi criminali in cui mafiosi e non mafiosi vanno d’amore e d’accordo nel frodare il fisco, sconfiggere la concorrenza, realizzare guadagni illeciti.
Continua a leggere...

“ANCHE 100MILA EURO AL GIORNO”

Giovedì 5 novembre 2020, nell’aula d’Appello della Dozza a Bologna, si discute la posizione di Pasquale Riillo, condannato in primo grado nel processo Aemilia a 26 anni e 8 mesi per appartenenza alla cosca mafiosa e per altri 8 capi di imputazione.
Continua a leggere...

9 ANNI A CARMINE, “LA FACCIA BELLA” DELLA FAMIGLIA SARCONE

Nove anni di reclusione. È la pena inflitta a Carmine Sarcone dalla Corte d’Appello di Bologna, presieduta dal giudice Gabriella Castore, per appartenenza alla cosca di ‘ndrangheta operante in Emilia Romagna. O meglio, per usare le parole del collaboratore di giustizia Antonio Valerio, per essere stato “il reggente a piede libero” della cosca tra il 2015 e il 2018, quando i suoi fratelli maggiori, Nicolino e Gianluigi, erano già dietro le sbarre.