Verità per Giulio Regeni

CROLLA IL CONTROSOFFITTO IN UNA SCUOLA NIDO DELLA CITTA’. FP CGIL “AZIONI IMMEDIATE A TUTELA DI SALUTE E SICUREZZA”

“Non giunge del tutto inaspettato l’episodio di cedimento di una porzione di controsoffittatura in un nido scuola del territorio gestita dalla cooperativa sociale Accento in convenzione con il Comune di Reggio Emilia. Un episodio che fortunatamente non ha coinvolto bambini, bambine o personale ma che richiede un intervento urgente di verifica e coordinamento e una sinergia ancora più stretta tra ente pubblico e soggetto gestore sul fronte della sicurezza”.

Cosi la Fp Cgil reggiana spiega come da tempo fossero state segnalate situazioni di fragilità in questa scuola e come un dialogo fosse già avviato con amministrazione comunale e cooperativa.

“Ciò che è accaduto pone l’attenzione sulla necessità di garantire standard di sicurezza omogenei in tutto il sistema educativo, indipendentemente dalla forma di gestione. A seguito delle criticità evidenziate nei mesi scorsi, si era aperto un confronto con l’Istituzione Nidi e Scuole e la Cooperativa Accento. In quella sede, il Comune aveva confermato di aver recepito le istanze, delineando alcune strategie di intervento e riorganizzazione in vista del prossimo anno scolastico – scrive il sindacato in una nota – Un piano d’azione apprezzabile ma quando si parla di sicurezza il fattore tempo è determinante. Il monitoraggio deve restare altissimo da qui alla fine dell’anno scolastico in corso, mettendo in campo fin da ora ogni strumento utile a tutela del personale e dei piccoli utenti che quotidianamente abitano gli spazi.”

“Esiste una responsabilità condivisa tra gli enti quando un servizio è gestito in appalto – continua il sindacato di via Roma -ed è fondamentale che la catena della sicurezza non presenti anelli deboli. Le Cooperative e l’Amministrazione Comunale devono operare in costante coordinamento per garantire che le strutture siano sempre idonee e monitorate.”

Infine, c’è un ulteriore tema, quello del sistema degli appalti, in cui si colloca questa vicenda.
“Le lavoratrici e i lavoratori delle cooperative sociali in appalto operano con grande professionalità in servizi essenziali per la comunità, svolgono lo stesso lavoro delle colleghe dipendenti pubbliche, ma con condizioni economico-normative nettamente inferiori. In questo caso, oltre al danno la beffa: lavoratrici pagate meno che vengono persino esposte a rischi strutturali – conclude il sindacato – Proprio per scardinare questa logica al ribasso, la Cgil è in prima linea con la proposta di Legge di iniziativa popolare sugli appalti, per regole chiare e vincolanti: chi lavora in un appalto pubblico deve avere stessi diritti e stesso salario di chi è assunto direttamente dall’Ente pubblico. La parità di trattamento economico e normativo deve diventare la norma, insieme alla massima responsabilità sulla sicurezza, che richiede prevenzione e non solo interventi d’emergenza”.

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