Verità per Giulio Regeni

“DOPO OSSERVARE È GIUNTO IL MOMENTO DEL FARE”. LA CAMERA DEL LAVORO DI REGGIO EMILIA SULLA PRESENTAZIONE DELL’OSSERVATORIO OSSERVARE

“La presentazione dell’indagine del neo costituito Osservatorio sulla qualità della vita, OsservaRe, che vede assieme, in una inconsueta partnership, Confindustria e Provincia, ha rilasciato dati di sicuro interesse su cui sarebbe opportuno costruire proposte operative che guardino non solo alla rilevazione statistica della centralità del lavoro per i reggiani o del loro presunto tasso di fiducia nei corpi intermedi, ma anche e soprattutto alla promozione e qualificazione dell’occupazione come vero collante della nostra comunità”.

Lo scrive la Camera del Lavoro in una nota aggiungendo come “per passare dall’osservazione all’azione sia quanto mai opportuno recuperare il gap di coinvolgimento delle Organizzazioni sindacali reggiane che rappresentano una fetta consistente dei cittadini reggiani”.

“Ad una lettura dei dati emergono aspetti di sicura rilevanza, seppur nella parzialità del campione analizzato di cui non ci è dato capire i criteri di composizione e di conseguenza il tenore di alcune risposte. Di sicuro quello che leggiamo sui giovani e le loro mutate esigenze in materia di lavoro devono far riflettere le imprese che devono adeguare i loro standard di selezione se non vogliono veder migrare altrove talenti e professionalità”. Chiosa il segretario Generale della CGIL, Cristian Sesena che sottolinea come le analisi siano importanti e frequenti sul nostro territorio – a partire dal report promosso dalla Camera di commercio sulla coesione sociale, per arrivare a quello annuale della Camera del Lavoro sulle dinamiche del mercato del lavoro e sui bilanci aziendali – ma che i dati in sé lasciano il tempo che trovano se non vengono utilizzati per produrre interventi concreti sulle criticità rilevate.

“Siamo entrati in una fase complicatissima che, a causa della crisi petrolifera determinata dalla guerra in Medio Oriente, rischia di riverberarsi pesantemente sui redditi di lavoratori e pensionati e mettere in crisi interi comparti produttivi a partire da quelli maggiormente energivori. Questa tempesta perfetta si abbatte su un sistema industriale fermo da tre anni e nella colpevole latitanza di un Governo che non ha una minima idea di politica industriale. Dati e numeri devono cedere il passo alle iniziative e azioni.

Assieme a Cisl e Uil abbiamo proposto in tempi ormai lontani di confrontare tutti i patrimoni di informazioni e analisi in nostro possesso per provare a compiere un’elaborazione che potesse produrre idee e politiche territoriali condivise. Sempre assieme alle altre organizzazioni sindacali del territorio stiamo lavorando alla definizione di un memorandum che tenga insieme tutela del lavoro e qualificazione dell’occupazione, lotta alle povertà vecchie e nuove, investimento sulla formazione e la riqualificazione professionale per far fronte alle grandi transizioni che attraversano i nostri settori e che non governati rischiano di produrre danni vistosi in tema di coesione sociale”.

Per produrre quello scatto di qualità di cui Reggio Emilia ha bisogno servono, secondo la Cgil di Reggio Emilia, un chiaro orientamento politico e un rinnovato investimento in responsabilità sociale da parte del mondo imprenditoriale chiamato ora più che mai a investire sul territorio. Perché fra OsservaRE e faRE non si frapponga il mezzo il famoso “mare”.

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