Verità per Giulio Regeni

IP CLEANING, 120 ORE DI SCIOPERO. FIOM E FIM “ORARIO E SALARIO AL CENTRO DELLA LOTTA”

Salto di qualità nella vertenza sindacale alla Ip Cleaning di Bagno, dove ieri i lavoratori riuniti in assemblea hanno votato un ulteriore “pacchetto” di ore di sciopero, dando la disponibilità alle Rsu aziendali, alla Fiom Cgil e alla Fim Cisl di proseguire gli scioperi per altre 40 ore in aggiunta alle 80 ore già votate in precedenza e in parte svolte nelle ultime settimane.

“Se l’azienda pensa di spaventare i lavoratori dell’IP Cleaning con il proprio silenzio si sbaglia di grosso – dichiarano Lorenzo Rivi e Mario Olivito, rispettivamente della Fiom e della Fim di Reggio – perché al contrario la rabbia cresce, e crescono anche le aspettative rispetto al contratto”.

Ieri pomeriggio si è svolta un’affollata assemblea nel piazzale dell’azienda a cui hanno partecipato la stragrande maggioranza degli operai e qualche impiegato, lavoratrici e lavoratori che hanno già effettuato diverse decine di ore di sciopero per spingere l’azienda a tornare al tavolo negoziale con una proposta di contratto dignitosa.

La Ip Cleaning è una azienda del gruppo americano Tennant che comprò il Gruppo Ip Cleaning per circa 350 milioni di euro qualche anno fa. L’azienda produce spazzatrici e lavasciuga, aspirapolveri, idropulitrici con marchi IPC, IPC Foma, IPC Eagle, IPC Gansow, ICA, Vaclensa, Portotecnica, Sirio e Soteco, Readysystem, Euromop, e Pulex e ha circa 180 dipendenti nello stabilimento di Bagno, la maggior parte dei quali sta scioperando almeno una o due ore quasi quotidianamente.

“I lavoratori chiedono che il contratto preveda un aumento salariale dignitoso e che l’azienda definisca un orario estivo con una riduzione di orario a proprio carico come condizione di sicurezza e prevenzione per la salute dei lavoratori” dichiarano Fim e Uilm.

Nei giorni scorsi al presidio organizzato dai sindacati era giunto anche il sindaco di Rubiera Emanuele Cavallaro, che si è detto attento alle condizioni e alla lotta dei lavoratori.

Il comune di Rubiera, nel caso di rallentamenti stradali a Bagno dovuti alla vertenza, sarà sicuramente quello maggiormente investito da problematiche di mobilità.

“Gli operai si aspettano che l’azienda riapra la trattativa con una proposta seria sia sul salario che sull’orario – continuano Fim e Fiom – in caso contrario, le conseguenze degli scioperi nei prossimi giorni saranno esclusivamente responsabilità del management locale che ancora non sta facendo abbastanza per trovare una mediazione”.

L’assemblea degli operai in sciopero ha deciso di organizzare, dalla settimana prossima, scioperi a scacchiera, rallentamenti delle spedizioni, scioperi a sorpresa nel caso di visite di fornitori, clienti, audit esterni.

“I lavoratori non si fermeranno più tutti insieme, ma in maniera tale da rallentare il più possibile l’attività produttiva” dichiarano le organizzazioni sindacali.

Fiom e Fim ricordano che la piattaforma per il rinnovo del contratto aziendale, scaduto il 31 dicembre 2024, è stata votata dai lavoratori circa un anno fa, e che prima di proclamare il primo sciopero sono state tentate per undici mesi tutte le mediazioni possibili, senza però trovare dalla propria controparte alcuna volontà di negoziare.

“Nelle prossime settimane probabilmente da questa azienda non uscirà nemmeno uno spillo – concludono Rivi e Olivito – se i manager hanno deciso di schiacciare le richieste i lavoratori negando loro il contratto, nonostante le decine di ore di sciopero, si devono chiedere anche con quale spirito di collaborazione e con quale impegno potrebbero tornare al lavoro una volta che si sentiranno umiliati da chi governa l’azienda. E’ responsabilità del management trovare una soluzione adeguata alle richieste dei lavoratori”.

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