FIOM “QUESTO GOVERNO CE L’HA CON LE DONNE”
“Migliaia di donne e uomini in sciopero, centinaia di assemblee sindacali nelle fabbriche in cui si è discusso di disuguaglianza di genere, 48 aziende metalmeccaniche in sciopero oggi su proposta delle delegati e dei delegati Fiom Cgil e della Federazione metalmeccanica della CGIL di Reggio”. Così la Fiom di Reggio Emilia che sottolinea: “finché non ci sarà giustizia di genere, non si potrà festeggiare. Una marea crescente di persone di ogni genere lotta per avere equità e libertà, nelle fabbriche metalmeccaniche e nelle strade, ma non solo”.
Questa mattina un affollato presidio si è tenuto nel cuore della zona industriale di Mancasale, e al concentramento promosso dalla Fiom hanno partecipato lavoratrici e lavoratori, delegate e delegati Fiom di tutta la provincia, e si è unito un importante gruppo di operaie dell’appalto di logistica di Max Mara, l’IMAX, oltre che associazioni femministe come il nodo reggiano di Non Una Di Meno.
Dove nascono le disuguaglianze
La legge afferma che donne e uomini devono avere le stesse retribuzioni, ma anche quest’anno tutte le statistiche affermano il contrario.
“La disuguaglianza retributiva tra uomini e donne è il problema, la causa sono i trattamenti cosidettti “di merito individuale” decisi dalle imprese, la soluzione è il rafforzamento della contrattazione collettiva e la fine di una cultura inconsciamente maschilista nella gestione delle carriere” spiega il sindacato metalmeccanico.
Da un’analisi del 2025 a cura della dottoressa Florencia Sember su commissione della Fiom provinciale emergeva che nelle aziende con più di 50 addetti del nostro territorio, su un campione di oltre 37 mila dipendenti, le donne guadagnano il 16% in meno della media, come se i primi due mesi dell’anno lavorassero senza percepire lo stipendio.
“Servirebbe una legge efficace sulla trasparenza salariale per contrastare le iniquità retributive in azienda – prosegue la Fiom – ma questo Governo, con il proprio DDL, sta nei fatti affossando il tentativo della Commissione Europea di dare agli Stati membri dell’UE strumenti concreti per ridurre le disuguaglianze”.
Contrattazione collettiva parte della soluzione
La Fiom di Reggio Emilia, insieme a Fim e Uilm, sta presentando nelle aziende metalmeccaniche reggiane decine di piattaforme rivendicative per la contrattazione di secondo livello, in molte di queste è richiesta la formazione obbligatoria sugli stereotipi di genere, l’inserimento del contrasto alle molestie nel Documento di Valutazione del Rischio (DVR) come previsto dal Decreto 81 del 2008, e congedi parentali retribuiti al 100%.
“Sappiamo che la contrattazione collettiva aziendale non risolverà problemi millenari di disuguaglianza, ma almeno vogliamo provare a dimostrare che un mondo più libero per le donne e più paritario, con giustizia di genere, sia possibile” dichiarano le delegate della Fiom.



L’azione del Governo Meloni
“La maggioranza di Governo ha bocciato la proposta dell’opposizione di un congedo paritario per provare ad equilibrare i carichi di cura tra padri e madri, ancora troppo spesso sulle spalle delle donne in famiglia – spiega la Fiom – mentre sempre più uomini nelle nuove generazioni vorrebbero esercitare finalmente un ruolo paritario nella crescita dei figli, la legge li penalizza con soli 10 giorni di congedo, scaricando sulle madri il grosso delle reponsabilità di cura. Nei Paesi nordici lo Stato ha fatto scelte diverse, ormai da anni”.
In questi giorni il Governo italiano ha proposto un decreto per cancellare le Consigliere di Parità e proposto un DDL, il cosidetto “DDL Stupri”, che elimina il concetto di consenso per quanto riguarda i rapporti sessuali.
“Dovevano fare una legge a tutela delle donne, stanno facendo una legge che protegge gli strupratori – dichiara la Fiom – e proprio in questi giorni è emersa la proposta di cancellare le consigliere di parità, quando invece andrebbero moltiplicate e finanziate per aiutare imprese e sindacati nel contrastare le discriminazioni delle donne sul lavoro”.
Per la Fiom di Reggio Emilia “Le scelte politiche del Governo Meloni sono tutte contro le donne, per questo lottiamo, per questo la festa è rimandata a un altro anno”
Una guerra contro le donne
Infine dalla Fiom un pensiero sulla guerra nel Golfo: “le donne iraniane hanno più volte dimostrato di saper lottare per la propria libertà, e non hanno richiesto l’intervento degli eserciti americani e israeliani per potersi liberare dal giogo di una teocrazia misogina, invece quegli eserciti oggi stanno uccidendo bambine senza alcuna pietà, per ragioni che ancora nessuno capisce. La guerra non farà che peggiorare le condizioni delle donne iraniane.”
I numeri delle disuguaglianze
– Impiegate 11387 euro in meno degli uomini
– Operaie: 4594 euro in meno degli uomini
– 16% gap salariale medio (pari a circa due mesi di stipendio ogni anno)
– Superminimi individuali degli uomini con un valore doppio di quello delle donne
– Carriere professionali superiori tra gli uomini che tra le donne
I numeri dello sciopero
100 assemblee sindacali
48 aziende in sciopero, con fermate da 1 ora a 8 ore
9.400 lavoratori e lavoratrici coinvolte
Le richieste sindacali
– Una legge sulla trasparenza retribuita per rendere visibili le disparità e poterle contrastare
– Rafforzare la contrattazione collettiva e disincentivare quella individuale
– Una legge sul congedo paritario per intentivare la parità di genere nel lavoro di cura genitoriale
– Rafforzamento del ruolo delle Consigliere di Parità per contrastare il fenomeno delle disugualgianze nei luoghi di lavoro
– Inserire il contrasto alle molestie nei luoghi di lavoro dentro ai Documenti di Valutazione del Rischio
-Rendere obbligatoria la formazione sugli stereotipi di genere in tutti i luoghi di lavoro
Aziende in cui si è scioperato
Interpump, Dana Allison, Interpuls, B810, Ama, Mta, Rovatti Pompe, Revifa, Dedem, Smeg, Kubota, Puntomecc, Pa, Justrite, Cobo, Rcf, Ognibene, Bosch Rexroth, Idromecc Bertolini, Nem, Gamma Meccanica, Geismar, Leuco, Grasselli, Fluid Press, Cmr Group, Kaercher, Eurotec, E-Comer, Nuova Idropress, Dieci, River, Giuliano Industrial, Fbn, Sonoco, Snap-On, Landi Renzo, Spal Automotive, Sabe, Arcelor Mittal, Reggiana Riduttori, Vimec, Tecnair, Sit, Tecnogear, Nexion, Barbieri Spa.
