Verità per Giulio Regeni

“SI DISCUTA DI CAROVITA E NON SI INSEGUA IL CONSENSO IDEOLOGICO”. LA CGIL DI REGGIO EMILIA AL GOVERNO E ALLE ISTITUZIONI LOCALI “SI METTA UN FRENO AD AUMENTO DEI PREZZI E RINCARI”

“Mentre una parte del Paese discute di burqa nelle aule scolastiche italiane – un fenomeno che riguarda un numero infinitesimale di studenti e che non pone alcuna reale problematica nella vita di cittadini e cittadine – c’è un Paese reale, quello delle famiglie reggiane e italiane, che sta affrontando un salasso economico di proporzioni enormi. Due Italie parallele, e il governo ha scelto su quale investire tempo e comunicazione politica”.

Cosi la Cgil di Reggio Emilia in una nota dove prova a riportare l’attenzione su quello che si configura come uno dei temi che più impattano sulle condizioni concrete delle persone: il carovita nel nostro Paese.
“Domenica la premier Giorgia Meloni ha annunciato l’imminente arrivo in Consiglio dei ministri di un provvedimento che introduce il divieto di burqa e niqab a scuola e un tetto massimo di studenti stranieri per classe. Una misura-bandiera che renderebbe l’Italia il primo Paese in Europa con regole di questo tipo, oltre all’annunciato intervento spot una-tantum sul bollo auto che riguarda solo una parte di cittadine e cittadini – prosegue la Cgil – Mentre a Roma si insegue il consenso ideologico, sul fronte del carovita la situazione è drammatica, e i numeri lo dimostrano senza appello”.

Secondo le elaborazioni di Nomisma Energia sui prezzi di settembre, una famiglia tipo con fornitura in regime di tutela pagherà quest’anno 136 euro in più di elettricità (+18%) e 366 euro in più di gas (+31%) rispetto allo scorso anno. Se si sommano i rincari alla pompa di benzina, il conto per una famiglia arriva a circa mille euro in più all’anno. A questo si aggiunge il prossimo incremento delle accise sul Diesel che saliranno di altri 5 centesimi al litro dal prossimo 26 settembre, con anche il prezzo del GAS che è di fatto raddoppiato negli ultimi due anni.

“Chiediamo al Governo di invertire immediatamente le priorità: basta propaganda identitaria, servono misure strutturali contro il caro-energia, a partire da un intervento serio sugli extra-profitti delle aziende del settore, dal disaccoppiamento tra prezzo del gas e dell’energia elettrica, dalla riduzione degli oneri di sistema in bolletta e da controlli stringenti sulle speculazioni lungo tutta la filiera dei prezzi – chiosa la Segreteria della Camera del Lavoro – Chiediamo alle Istituzioni locali di prendere posizione sul tema facendosi parte attiva nella denuncia al Governo della situazione che impatta in maniera pesantissima anche sulle tasche di cittadini, cittadine, lavoratrici, lavoratori e imprese reggiane. È altresì necessario riaprire un confronto territoriale vero su questi temi a partire dai contenuti del patto per il lavoro ed il clima siglato a livello regionale dalle Organizzazioni Sindacali con le istituzioni e le parti datoriali”.

“Assieme a Cisl e Uil fin dallo scorso luglio abbiamo avanzato proposte concrete da attuare nella nostra provincia per fronteggiare il caro bollette (ricorso allo smart working ove possibile, potenziamento del trasporto pubblico locale, promozione dell’efficienza energetica), ma all’oggi a partire dal mondo della politica per arrivare a quello delle imprese tutto tace. A questo punto non escludiamo iniziative di mobilitazione perché i reggiani hanno bisogno di risposte – conclude la nota – Le famiglie non hanno bisogno di nemici immaginari, ma di risposte concrete a una crisi del costo della vita che rischia di travolgere i redditi da lavoro e da pensione”.

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