Nei giorni scorsi l’Amministrazione Comunale di Reggio Emilia ha incontrato le Organizzazioni sindacali della scuola e confederali alla presenza di dirigenti di alcune scuole del territorio e del dirigente dell’Ufficio Scolastico Territoriale per affrontare, tra le altre questioni, il tema legato al prolungamento dell’attività extrascolastica, ludica, ricreativa nel periodo 31 agosto 14 settembre. Un progetto sperimentale che la regione Emilia-Romagna finanzierà da settembre 2026 e che andrà a regime già dal prossimo anno con l’obiettivo di supportare le famiglie che lavorano, promuovendo per i loro figli attività in un periodo dell’anno in cui la scuola non è ancora cominciata.
“Chiariamo subito che l’attività promossa e finanziata dalla Regione non è scuola – scrive la Flc Cgil di Reggio Emilia in una nota – non ne segue i principi organizzativi e normativi, non ne ha gli obiettivi, non può entrare nel progetto formativo delle scuole, né può coinvolgere il personale scolastico, già impegnato in quelle settimane nell’avvio dell’anno, tanto meno imponendo mansioni aggiuntive al personale Ata”.
“L’organizzazione delle attività del progetto deve essere in capo ai Comuni senza gravare sulle segreterie scolastiche – precisa Tatiana Giuffredi, Segretaria Generale della Flc Cgil provinciale -. Le proposte educative e ricreative devono essere affidate per contenuti e realizzazione a soggetti terzi, senza confusione con la progettualità didattico-educativa dei collegi docenti, e soprattutto le pulizie e la sorveglianza non possono essere affidate al personale Ata dipendente della scuola statale”.
“Si tratta di un’attività che non va confusa in nessun modo con l’attività didattica – prosegue la Segretaria Flc – Ci preoccupa la strada delineata dai dirigenti coinvolti, e sostenuta dall’assessora Mahmood, di inglobare la sperimentazione nell’offerta formativa della scuola, passandola al vaglio di collegi docenti e alla delibera dei Consigli d’istituto. Questo non è possibile e va evitato ogni maldestro tentativo di allungare il tempo scuola con il coinvolgimento del personale scolastico”.
“La preoccupazione principale – conclude Giuffredi – riguarda le attività di sorveglianza, vigilanza e pulizia necessarie per lo svolgimento del progetto regionale. In questo periodo la scuola si sta avviando ad accogliere i bambini, programmare le attività, molto spesso addirittura in carenza di organico nominato nelle settimane successive. Quindi nessun affidamento può essere fatto sul personale Atae una tale prospettiva ci vedrebbe assolutamente contrari. Non possiamo accettare che il progetto della regione si declini con un approccio di fusione fra ambiti diversi, che finirebbe per sovraccaricare impropriamente il complesso avvio dell’anno scolastico. Prospettiva che respingiamo fermamente”.

