La Fp Cgil di Reggio Emilia interviene nel dibattito politico locale relativo alla sicurezza e al ruolo della Polizia locale, a seguito delle recenti proposte avanzate da diverse forze politiche del territorio.
Il sindacato prende atto degli interventi che richiedono un potenziamento concreto degli organici della Polizia locale, da impiegare a supporto delle forze dell’ordine dello Stato per il controllo del territorio e la tutela dei cittadini. “Se da un lato la Fp Cgil condivide l’esigenza di rafforzare il personale e garantire presenza e sicurezza nelle nostre comunità, dall’altro ritiene doveroso evidenziare una grave omissione nel dibattito” si legge in una nota.
“Le proposte emerse nel dibattito politico locale richiamano un tema reale come la necessità di nuovi organici – prosegue il sindacato – ma non si può dimenticare un elemento fondamentale: gli agenti di Polizia locale non godono delle stesse garanzie e tutele, anche economiche, assicurative e pensionistiche, degli altri corpi di polizia dello Stato. Per garantire la sicurezza dei cittadini non si possono mettere a maggior rischio gli operatori”.
Le criticità del quadro contrattuale ed operativo
La Fp Cgil sottolinea che, a differenza del personale della Polizia di Stato, dei Carabinieri o della Guardia di Finanza (inquadrati nel Comparto Sicurezza e Difesa), i lavoratori della Polizia Locale restano contrattualmente dipendenti comunali regolati dal CCNL Funzioni Locali.
Questa disparità comporta forti limitazioni:
- Assenza di piene tutele infortunistiche: mancano la piena copertura per la causa di servizio e la pensione privilegiata.
- Formazione disomogenea: percorsi formativi variabili a seconda del singolo ente locale.
- Limitazioni operative: ridotto accesso alle banche dati d’indagine interforze, elemento che incrementa notevolmente il rischio operativo per chi si trova quotidianamente in strada.
Le richieste del sindacato
“Riteniamo che qualsiasi piano di rafforzamento del controllo del territorio proposto dalla politica locale non possa prescindere da un’azione concreta sul riconoscimento dei diritti e della sicurezza dei lavoratori – scrive la Fp – Diventa indispensabile programmare assunzioni stabili per ridurre i carichi di lavoro, affiancate da un reale superamento del gap contrattuale che equipari le tutele infortunistiche e previdenziali a quelle dei corpi di polizia dello Stato. Allo stesso tempo, si rende urgente la riforma della Legge Quadro 65/1986 per adeguare una normativa risalente a quarant’anni fa, definendo in modo chiaro competenze, limiti operativi e standard formativi nazionali continuativi (comprese le tecniche di intervento e de-escalation)”.
“Condividiamo la necessità di rafforzare gli organici, ma respingiamo logiche che chiedono alla Polizia Locale di fare le veci delle forze di Polizia a costo zero in termini di diritti – concludono da via Roma – La sicurezza della città non si costruisce scaricando il rischio professionale sulle spalle di donne e uomini a cui la legge nega le giuste tutele”.

