“Cgil, Cisl e Uil chiedono che, attraverso la contrattazione territoriale, istituzioni e imprese, comprese le multiutility pubblico-private, si facciano carico dell’impatto gravissimo del caro-carburante sui lavoratori. La situazione è destinata a peggiorare: da metà settembre, con la riapertura delle scuole e la piena ripresa delle attività, aumenteranno gli spostamenti per esigenze lavorative e familiari e con essi le spese”.
Così Cristian Sesena (segretario generale Cgil Reggio Emilia), Rosamaria Papaleo (segretaria generale Cisl Emilia Centrale) e Alex Scardina (coordinatore Uil Reggio Emilia) intervengono sul caro carburanti, chiedendo al territorio e a chi lo governa, ad ogni livello – istituzionale ed economico – senso di responsabilità e risposte concrete.
IL CALCOLO DELL’IMPATTO IN BUSTA PAGA
Fino al 5 settembre l’Esecutivo ha prorogato il taglio delle accise, ma per i sindacati non basta. “Per un lavoratore reggiano tipo che percorre 40 chilometri al giorno per andare e tornare dal luogo di impiego, il caro-gasolio vale oggi circa 103 euro al mese. Un anno fa erano circa 79 euro. Con uno stipendio netto di 1.500 euro, il 7% della busta paga mensile viene assorbito dal solo carburante necessario per andare in ufficio o in fabbrica – incalzano i tre leader sindacali –. Da qui alla fine dell’anno, se i prezzi resteranno sui livelli attuali, questo lavoratore tipo spenderà oltre 400 euro, sottratti al bilancio familiare. Tutto ciò è inaccettabile, sapendo che dobbiamo prepararci anche all’impennata dei costi del gas prevista per l’autunno-inverno”.
APPELLO ALLA PROVINCIA E AL COMUNE CAPOLUOGO
Nella Nota allegata, i tre leader chiedono di contrastare questa “tempesta perfetta” sui bilanci familiari, indicano come strumento la contrattazione territoriale e chiedono alla Provincia – di concerto col Comune di Reggio Emilia – di “tornare a convocare urgentemente il tavolo già esistente con organizzazioni sindacali e associazioni datoriali, per definire soluzioni concrete coinvolgendo tutti gli attori economici: imprese, istituti di credito, società partecipate e le realtà in grado di concorrere a una risposta territoriale coesa. Ricordiamo che ci siamo fatti carico di elaborare un documento di proposte, pronti a discuterle con Istituzioni e parti datoriali; lo abbiamo inviato alla Provincia alla fine di luglio e siamo determinati a farlo vivere e a promuoverlo in tutte le sedi di confronto che si apriranno da qui a breve con tutti gli Enti locali”.

