Verità per Giulio Regeni

SABATO 7 NOVEMBRE LA CGIL MANIFESTA CONTRO IL CAROVITA. APPUNTAMENTO ORE 09:30 DAVANTI LA PREFETTURA DI REGGIO EMILIA

Sabato 7 novembre la Cgil scenderà in piazza a Reggio Emilia per protestare contro il caro vita e la totale assenza di interventi da parte del Governo che si appresta a varare una Legge di Bilancio la cui sola certezza è quella di una spesa aggiuntiva sulle armi pari a 4,5 miliardi di euro. Una manovra con una direzione precisa, quella di investire sulla guerra e non su lavoratori e pensionati.

In un percorso di mobilitazione che porterà allo sciopero generale nazionale del prossimo 20 novembre la Cgil reggiana è in campo per far sentire la propria voce davanti ad una situazione complessiva del Paese sempre più drammatica su diversi fronti.

“Davanti a salari sempre più leggeri il caro benzina ha innestato una spirale inflazionistica che pesa come un macigno sui bilanci delle famiglie, scrive la Cgil in una nota – Ci sarebbe invece bisogno di produrre una politica dei prezzi seria, sostenere i redditi da lavoro e da pensione e tassare gli extraprofitti delle imprese che si stanno arricchendo sulla pelle di chi lavora. Il tema del fisco che continua a penalizzare i lavoratori mentre il Governo incassa il drenaggio fiscale che non viene restituito attraverso un maggior sostegno al welfare a partire dalla sanità pubblica che rischia di essere anche il prossimo anno fortemente definanziata. E ancora il nodo delle pensioni dove non c’è traccia del superamento della legge Fornero e il rischio concreto è che si faccia cassa sulla perequazione degli assegni pensionistici con conseguenze ancora più pesanti sul tenore di vita dei pensionati e dei nuclei famigliari dei figli e nipoti cui spesso i pensionati stessi contribuiscono. Sull’altro versante ci sono i giovani, quelli che scappano dal paese e quelli che rimangono ma a cui viene negata qualsiasi prospettiva di futuro. Alla protesta degli studenti di queste settimane si risponde con la repressione e non con interventi concreti che tutelino la scuola pubblica e rendano l’ingresso nel mondo del lavoro più certo. Uno scenario in cui la precarietà uccide, sia sul piano ideale che su quello materiale con posti di lavoro dove si continua a morire senza che il Governo intervenga seriamente obbligando le imprese a investire, disboscando la jungla degli appalti e dei sub-appalti, assumendo ispettori, tecnici della sicurezza e valorizzandone la professionalità”.

Infine, la mobilitazione del 7 novembre si rivolge anche al contesto locale e ai Comuni.
“Servono misure contro le nuove forme di povertà – concludono dalla Camera del Lavoro – a partire dalla quella energetica. Le multiutility del settore devono essere richiamate ad una concreta responsabilità sociale. La tassazione locale va rimodulata e orientata a proteggere e migliorare la rete di servizi e di welfare”.

“Scendiamo in piazza il 7 e lo rifaremo il 20 novembre in occasione dello sciopero generale perché la situazione di lavoratori e pensionati è drammatica: il caro carburante, l’aumento dell’inflazione sui beni di prima necessità, stanno impoverendo le famiglie. Servono misure urgenti a a sostegno di redditi e pensioni; la legge di Bilancio che il Governo vuole approvare è del tutto inadeguata a far fronte a questa emergenza. – conclude Cristian Sesena, Segretario della Cgil provinciale – Serve una vera politica dei prezzi a tutti i livelli e anche sul piano locale bisogna contrastare le nuove forme di povertà a partire da quella energetica”.

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