Verità per Giulio Regeni

PORTAVALORI BTV (BATTISTOLLI) SINDACATI IN PREFETTURA. FILCAMS,FISASCAT,UILTUCS “SICUREZZA SUBITO,BASTA LAVORARE ESPOSTI AL RISCHIO”

“Chi lavora nel trasporto valori sale ogni giorno su un blindato mettendo in conto di rischiare grosso. Ci sono stati più di 33 assalti ai portavalori in tutt’Italia negli ultimi 24 mesi: questo lavoro è uno scudo contro la criminalità ed è pure nel suo mirino. Ecco perché la sicurezza non può essere trattata come un costo da limare”. È il messaggio portato questa mattina in Prefettura a Reggio Emilia da Elena Cigarini (Filcams Cgil Reggio Emilia), Simone Zannoni (Fisascat Cisl Emilia Centrale) e Lorenzo Tollari (Uiltucs Uil Reggio Emilia) durante l’incontro con il management della Btv di Mancasale, società del gruppo Battistolli impegnata nel trasporto valori.

“Un servizio che porta denaro, rifornisce bancomat, casse ticket e punti sensibili del territorio non può stare in piedi senza regole certe e condivise coi lavoratori in prima linea – sottolineano i sindacati – Chiediamo interventi urgenti e verificabili, una necessaria analisi dei rischi per individuare strumenti di supporto partendo dalle guardie giurate, dai punti sensibili e da mezzi efficienti”.

IL TERZO AGENTE
Il primo punto è la richiesta di una terza guardia giurata per le operazioni più delicate: caricamenti dei bancomat nelle zone sensibili, stazioni, casse ticket ospedaliere, aeroporti, centri commerciali. “Oggi, in diverse situazioni, un operatore resta solo mentre il collega deve rimanere sul furgone blindato. È inaccettabile – ammoniscono Filcams, Fisascat e Uiltucs – non si può mandare una persona da sola davanti a un bancomat o in un’area ad alta esposizione e poi chiamarla sicurezza. In quei minuti l’agente diventa il punto più vulnerabile del servizio. Lo sappiamo noi, lo sa Btv, lo sanno i criminali”.

IL PARADOSSO
C’è poi il tema delle portate. I blindati sono già veicoli pesanti. È stato segnalato il sovraccarico frequente dovuto al trasporto di tanti sacchi di moneta, che manda fuori portata i mezzi, con conseguenze sugli autisti in caso di controllo. È il paradosso di un servizio chiamato a garantire sicurezza che deve poi difendersi dal rischio di viaggiare fuori portata e di non rispettare il Codice della strada.

FORMAZIONE E PARCO MEZZI
Altro capitolo: formazione. I nuovi operatori devono conoscere procedure complesse, rischi reali e comportamenti da tenere nelle fasi più esposte, perché un errore può costare caro.

Un grande faro è stato acceso anche sul parco mezzi della Btv. Già nello sciopero dello scorso giugno furono denunciate condizioni non più sostenibili: furgoni datati e chilometrati, aria condizionata assente con temperature estreme in cabina.

“Un blindato non è sicuro solo perché è blindato. La sua sicurezza passa da motori, freni, battistrada non usurati, manutenzione programmata e dalla necessità inderogabile di sostituire i mezzi con una quantità stellare di km sotto al cofano – osservano Cigarini, Tollari e Zannoni – Da qui l’esigenza di aggiornare il Dvr, come previsto dal decreto 81, e di rendere costante il confronto con Rls e rappresentanze sindacali. Chi sta sulla strada sa dove il sistema scricchiola e cosa occorre per garantire sicurezza a chi dà sicurezza. Gli operatori del trasporto valori non chiedono privilegi. Chiedono di tornare a casa dopo una giornata al servizio della Comunità. Ora ci aspettiamo passi avanti da parte di Btv, non il trincerarsi dietro questa o quella norma”, concludono Fisascat, Filcams e Uiltucs.

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