“Il cambiamento climatico impatta in maniera gravosa, crescente e ormai insopportabile in molte fabbriche. Troppe aziende non hanno fatto sufficienti investimenti per ridurre le temperature e l’umidità nei reparti produttivi – scrivono Fim Fiom Uilm provinciali in una nota – e cresce ogni giorno il rischio di malori e collassi tra operai e operaie”.
Per questo Fim Fiom Uilm hanno definito un decalogo di interventi per le aziende in cui non sono stati fatti investimenti tecnologici.
1. Chiediamo la moltiplicazione delle pause, anche 10 minuti ogni ora, nelle attività di montaggio, magazzino, lavorazioni meccaniche.
2. Se presenti, le pause vanno fatte in ambienti con temperature più basse, condizionate.
3. Occorre ridurre l’esposizione alle ore più calde della giornata, anticipando l’ingresso al mattino e riducendo l’orario di lavoro, a parità di salario a carico delle imprese.
4. Occorre rallentare i ritmi di lavoro.
5. Garantire l’acqua fresca e distribuire ventilatori, quando richiesti.
6. Garantire in ogni reparto un termometro e un igrometro (misuratore di umidità) per permettere alle Rsu/RLS di controllare le temperature reali (anche vicino alle macchine)
7. Bisogna permettere, anche su base individuale, di uscire con PAR individuali nel caso il lavoratore o la lavoratrice non se la senta di proseguire il lavoro
8. Le aziende devono ricordarsi che Rsu hanno prerogative sindacali anche in tema di sicurezza e possono essere di supporto agli RLS.
9. Le Rsu devono svolgere assemblee di reparto con le lavoratrici e i lavoratori e insieme a loro valutare quali interventi organizzativi prendere per prevenire malori e collassi in produzione.
10. Le modifiche all’orario vanno condivise con le Rsu e i lavoratori.
“Queste proposte di buon senso – si legge nella nota – vanno viste nell’ottica di prevenzione su salute e sicurezza. Invitiamo le aziende a valutare insieme alle Rsu tutte le soluzioni possibili vista l’emergenza climatica. Qualora le aziende non provvedano a mettere in sicurezza i lavoratori con le soluzioni esposte la Rsu insieme al sindacato, valuteranno insieme ai lavoratori quali azioni intraprendere per contrastare la situazione, anche prendendo a riferimento l’articolo 44 comma 1 del D.Lgs 81/2008 dove la legge definisce con la norma il diritto di autotutela dei lavoratori”.
“Non possiamo aspettare che svengano gli operai per prendere interventi di prevenzione, occorrono investimenti definitivi, la vita e la salute vengono prima della produttività” concludono Mario Olivito, Simone Vecchi e Jacopo Scialla, segretari provinciali di Fim Fiom Uilm.
CALDO RECORD. FIM FIOM UILM STILANO UN DECALOGO DI INTERVENTI PREVENTIVI PER LE FABBRICHE METALMECCANICHE
26 Giugno 2026
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