Ancora fermate a sorpresa e scioperi delle operaie e degli operai della Ip Cleaning di Bagno.
Questa mattina si è tenuto anche un presidio davanti ai cancelli dell’azienda, in cui i lavoratori si sono confrontati con i propri rappresentanti.
“Se l’azienda non ci darà risposte, saremo obbligati a proporre alle maestranze di votare un altro pacchetto di ore di sciopero – dichiarano Mario Olivito e Lorenzo Rivi, rispettivamente della Fim Cisl e della Fiom – perché i lavoratori e le lavoratrici sono determinati a ottenere un contratto dignitoso”.
Il sindacato denuncia che la rottura del tavolo di trattativa è causata dall’indisponibilità dei manager aziendali a riconoscere aumenti di salario e negoziare riduzioni di orario.
La trattativa è iniziata oltre un anno fa, la piattaforma aveva chiesto un incremento della retribuzione oraria, un incremento del premio di risultato, e proposto di fissare un orario estivo, attraverso una riduzione di orario a carico azienda, per fronteggiare i picchi di calore.
“Mentre noi facciamo la trattativa argomentando con le buste paga dei lavoratori in una mano e i bilanci aziendali nell’altra mano – dichiarano Fiom e Fim – da parte del management stiamo trovando un’indisponibilità di natura politica, che ovviamente i lavoratori non accettano perché significa calpestare il fondamento delle loro richieste, che partono da bisogni concreti: arrivare a fine giornata senza svenire quando fa caldo e arrivare a fine mese con lo stipendio”.
Nelle ultime settimane gli scioperi sono stati organizzati a scacchiera, per reparto, con blocchi di mezzora alla volta, con lo scopo di fare pressioni perché si riapra la trattativa.
“In questo momento le assemblee delle operaie e degli operai in sciopero hanno votato la disponibilità a fermarsi per ottanta ore, ma non escludiamo che gli scioperi possano aumentare se rimarrà una rigidità da parte azienda – continuano Rivi e Olivito – perché i nostri rappresentati sono determinati a ottenere un contratto aziendale esattamente come sempre si è fatto negli ultimi decenni”.

