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COBO DI CADELBOSCO, 40 ORE DI SCIOPERO PER IL CONTRATTO

OGGI IL PRESIDIO DEI LAVORATORI DAVANTI I CANCELLI DELL’AZIENDA

Le lavoratrici e i lavoratori della COBO Spa di Cadelbosco di Sopra, azienda del Gruppo Cobo di Leno (Brescia) hanno scioperato e organizzato un presidio davanti ai cancelli per denunciare “l’ostilità del management aziendale sul tema del contratto aziendale”.

Lo fa sapere la Fiom di Reggio Emilia che spiega come il contratto aziendale sia scaduto ormai da due anni e mezzo e che in questo periodo sono già state effettuate oltre 40 ore di sciopero per cercare di convincere l’azienda a firmare un rinnovo contrattuale.

“Negli ultimi decenni alla Cobo sono sempre stati rinnovati i contratti senza necessità di grandi scontri, non capiamo l’irrigidimento degli ultimi anni- dichiara Stefano Baisi della Fiom di Reggio – Tra l’altro, nel 2024 mentre i lavoratori hanno fatto decine di ore di cassa integrazione, l’azienda ha comunque chiuso il bilancio con un milione e mezzo di utile netto”.

A fine 2024 e per quasi tutto il 2025 l’azienda ha fatto ricorso alla CIGO per calo di ordini, anche se in realtà i reparti produttivi hanno quasi sempre lavorato.

La Cobo di Cadelbosco ha quasi trecento dipendenti che progettano, sviluppano, producono e commercializzano componenti, come sedili e volanti, per i maggiori produttori mondiali di trattori, e componenti per il mondo automotive e motocicli, come Ducati Motori.

“I dipendenti COBO oltre al contratto aziendale vogliono che i rapporti sindacali, basati sul confronto costruttivo e non soggetti a scelte unilaterali da parte dell’azienda, tornino quelli di un tempo, contestualmente, rivogliono il loro lavoro, considerato che sono state esternalizzate migliaia di ore presso terzisti” continua Baisi.

Le rappresentanze sindacali reggiane della Fiom segnalano che nell’ultimo anno la direzione aziendale ha più volte definito chiusure collettive aziendali attraverso l’utilizzo di permessi retribuiti dei lavoratori sostenendo la “mancanza di lavoro”, mancanza che a detta del sindacato però era dovuta a una scelta deliberata del management che aveva esternalizzato una parte delle attività.
La ripresa degli scioperi dentro l’azienda “ha lo scopo di richiamare l’attenzione della Proprietà – conclude la Fiom – non è nostra volontà aprire conflitti duraturi, si chiede solamente stabilire un nuovo contratto senza peggiorare i diritti attuali e e definendo un premio per i dipendenti”.

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