Verità per Giulio Regeni

IP CLEANING, FIRMA DEL CONTRATTO DOPO 70 ORE DI SCIOPERO

FIOM E FIM “RIDUZIONE DI ORARIO E AUMENTI SALARIALI”

“La lotta paga”, questo hanno dichiarato le Rsu subito dopo l’approvazione della ipotesi di accordo del rinnovo del contratto aziendale da parte delle assemblee delle lavoratrici e dei lavoratori della Ip Cleaning di Bagno.

Migliaia di automobilisti, passando davanti alla sede sulla via Emilia, in questi giorni avevano visto le bandiere sindacali e gli striscioni con gli slogan “Cene e promesse ma buste paga sempre le stesse” e “Senza rinnovo non c’è produzione, la nostra forza è nell’unione” e infine “Al silenzio dell’azienda rispondiamo con il nostro rumore” e “noi siamo l’investimento più importante”.

Nelle settimane scorse la storica azienda reggiana di idropulitrici, oggi di proprietà della multinazionale americana Tennants, era stata al centro di un profondo conflitto tra gli operai in sciopero e la direzione aziendale che rifiutava di sedersi al tavolo per negoziare il rinnovo del contratto aziendale.

L’azienda metalmeccanica, che applica il contratto nazionale di Federmeccanica Confindustria, aveva ricevuto 12 mesi fa una piattaforma di rinnovo del contratto integrativo aziendale scaduto il 31 dicembre 2024, e nell’ultimo anno le rappresentanze dei lavoratori e i manager locali si erano a lungo confrontati cercando mediazioni che però tardavano ad arrivare, “fino al punto in cui l’azienda dichiarò di non voler incrementare di un euro il costo del lavoro” riportano Fiom e Fim di Reggio.

La Fiom e la Fim, insieme alle Rsu, avevano proclamato un primo pacchetto di 40 ore di sciopero ad aprile, poi aumentate a 80 ore e infine cresciute fino a 120 ore, “definendo un patto tra lavoratori a lottare insieme per ottenere il miglior contratto possibile”, sottolineano Fiom e Fim di Reggio Emilia.

Dopo circa 70 ore di sciopero, effettuate dagli operai con fermate improvvise di un’ora o due alla volta, manifestazioni e cortei davanti ai cancelli, blocchi della produzione a sorpresa, nei giorni scorsi le Rappresentanze sindacali sono stati contattate dalla Direzione aziendale che ha comunicato la volontà di riaprire il confronto per arrivare ad un accordo.

“Inizialmente l’azienda aveva dichiarato di voler fare tabula rasa dell’impianto tradizionale del contratto aziendale, che nella storia ha sempre previsto aumenti strutturali, azzerando ogni possibile aumento salariale che non fosse variabile” dichiarano Lorenzo Rivi della Fiom e Mario Olivito della Fim.

L’ipotesi di accordo finale vede come primo punto la definizione di un orario estivo anticipato e ridotto per sei settimane tra giugno e luglio, a parità di salario, con una riduzione in parte a carico dell’impresa e in parte utilizzando i permessi collettivi che il contratto nazionale mette a disposizione delle aziende anche per gestire situazioni di questo tipo.

“Il cambiamento climatico è strutturale, aumentano le giornate con picchi di calore, le aziende devono sia investire in tecnologie per il raffrescamento e il benessere dei reparti produttivi, sia ridurre l’orario per evitare di lavorare nelle ore più calde e quindi pericolose della giornata – spiegano Fim e Fiom – e su quest’ultimo punto i lavoratori finalmente ottengono un risultato storico”.

Dal punto di vista economico l’accordo votato dai lavoratori conferma per tutte le maestranze un premio di risultato di 2.400 euro annuali e aggiunge il raddoppio dei 250 euro di flexible benefits previsti dal contratto nazionale.

Per gli operai, che sono stati i veri protagonisti della lotta sindacale, l’accordo prevede la stabilizzazione e l’incremento dell’attuale indennità oraria che a fine contratto si trasformerà in un premio feriale fisso annuale di 500 euro, mentre per il triennio di vigenza del contratto è previsto l’incremento dei flexible benefits fino a 550 euro annuali.

Le parti infine hanno condiviso un miglioramento dei diritti individuali, a partire dalla riduzione della precarietà che vedrà il diritto alla stabilizzazione degli staff leasing dopo 36 mesi, migliorando così quanto previsto dal contratto nazionale che recentemente aveva posto il limite massimo a 48 mesi.

“L’accordo prevede l’aumento dei flexible benefits, un aumento strutturale a fine vigenza con un premio annuale, la riduzione di orario a carico dell’azienda, e un nuovo pacchetto di diritti individuali, in coerenza con le Linee Guida provinciali sulla contrattazione aziendale che Fim Fiom Uilm avevano condiviso a gennaio di quest’anno.” concludono Rivi e Olivito.

Ip Cleaning a Reggio Emilia conta 165 addetti tra operi e impiegati, ed una delle diverse sedi di proprietà del gruppo Tennants in Italia, le altre sono a Venezia e Cremona.

Tutte le notizie in “FIOM”
Notizie Correlate